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Mario Galzigna

    I Pilastri: Storia della follia nell'età classica
    Il coraggio della verità
    • Il coraggio della verità

      Il governo di sé e degli altri. Corso al Collège de France, 1983-1984

      • 368pagine
      • 13 ore di lettura

      Quello del 1984 è l'ultimo corso tenuto da Michel Foucault al Collège de France. Già malato, comincia le lezioni solo a febbraio per terminarle alla fine di marzo. Muore pochi mesi dopo, il 25 giugno. Queste circostanze gettano una luce particolare sul corso, che si è portati a leggere come una sorta di testamento spirituale, dove il tema della morte ricorre frequentemente. Il corso prosegue e radicalizza le analisi condotte l'anno precedente. Anche qui, la domanda centrale ruota intorno alla funzione del "dire-il-vero" e al ruolo che la verità riveste nell'ambito della politica e dei rapporti di potere. Si tratta in sostanza di stabilire, nell'ambito della democrazia, un certo numero di condizioni etiche che sono irriducibili alle regole formali del consenso ma che fanno appello alla dimensione morale individuale: il coraggio di fronte al pericolo e la coerenza.

      Il coraggio della verità
      4,7
    • La dissertazione di Foucault, "Storia della follia", è il primo dei suoi grandi scritti "archeologici". Il tema centrale è il modo in cui il fenomeno della follia è stato concepito nella storia moderna europea. Foucault analizza, partendo da ciò che definisce il "grande incarceramento", diverse costellazioni storiche che hanno caratterizzato il rapporto della cultura occidentale con la figura del folle. La follia è qui esaminata non come un fatto biologico o medico, ma come un fenomeno culturale, la cui rappresentazione è notevolmente cambiata nel corso delle epoche moderne. Sebbene Foucault si sia in parte distaccato da questo testo in seguito, "Storia della follia" presenta tutte le caratteristiche del suo pensiero iniziale: una concezione discontinua della storia, la tendenza a considerare la storia più in relazione allo spazio che al tempo, e un certo dimensione estetizzante, evidente soprattutto nelle ultime pagine, dove Foucault mette in relazione la follia con la letteratura attraverso il concetto di "assenza dell'opera".

      I Pilastri: Storia della follia nell'età classica
      4,1