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Anita Raja

    Che cosa resta
    Il processo
    Recita estiva
    Trama d'infanzia
    • Trama d'infanzia

      • 488pagine
      • 18 ore di lettura

      This novel is a testament of what seemed at the time a fairly ordinary childhood, in the bosom of a normal Nazi family in Landsberg. Returning to her native town in East Germany forty years later, accompanied by her inquisitive and sometimes demanding daughter, Wolf attempts to recapture her past and to clarify memories of growing up in Nazi Germany

      Trama d'infanzia
      4,1
    • Recita estiva

      • 199pagine
      • 7 ore di lettura

      Einen Sommer auf dem mecklenburgischen Land erlebt die Schriftstellerin Ellen, zusammen mit Familie und Freunden. Der gesellschaftliche Stillstand ist Ende der siebziger Jahre deutlich zu spüren, aber für die Dauer einiger weniger Monate, die in der Erinnerung einmalig und endlos scheinen, entsteht hier eine lebendige Gemeinschaft. Sommerstück ist die Geschichte eines Jahrhundertsommers und zugleich der Abgesang auf eine politische Utopie.

      Recita estiva
      3,8
    • Josef K., condannato a morte per una colpa inesistente, è vittima del suo tempo. Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni, soltanto per riuscire a giustificare il suo delitto di "esistere". Ma come sempre avviene nella prosa di Kafka, la concretezza incisiva delle situazioni produce, su personaggi assolutamente astratti, il dispiegarsi di una tragedia di portata cosmica. E allora tribunale è il mondo stesso, tutto quello che esiste al di fuori di Josef K. è processo: non resta che attendere l'esecuzione di una condanna da altri pronunciata.

      Il processo
      3,9
    • Che cosa resta

      • 105pagine
      • 4 ore di lettura

      Questo racconto della giornata di una donna sorvegliata dalla polizia segreta, tormentata da dubbi sulla fedeltà anche degli amici più cari, pressata dagli avvenimenti a prendere tremende decisioni, questo racconto di una donna sola di fronte alla propria coscienza somiglia in modo straordinario a Cassandra, altra storia di donna concepita e scritta negli stessi anni in cui andava prendendo forma questo Che cosa resta. In ambedue i testi - fa notare Anita Raja nell'introduzione - il tema centrale è quello di una persona che non riconosce più la propria città, il proprio mondo, le cose e la gente in cui ha creduto, divenute ormai estranee. La grandezza tragica di Cassandra, infatti, sta proprio nel fatto che il suo distacco da Troia e da Priamo, il suo apprendistato al no, è tanto più intenso e sofferto, quanto più essa ha amato la città e il padre, tanto più ha creduto nella loro diversità. Ora, questa tragedia ritorna in Che cosa resta, senza più il velo del mito: adesso Troia è Berlino, è il socialismo, è tutto ciò che Christa Wolf ha amato e in cui ha creduto.

      Che cosa resta
      3,5