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Beppe Benvenuto

    Aristotele e il giavellotto fatale
    Aristotele e il mistero della vita
    Aristotele e i misteri di Eleusi
    L'impronta del gatto
    Aristotele e la giustizia poetica
    • Aristotele e la giustizia poetica

      • 472pagine
      • 17 ore di lettura

      E' la primavera dell'anno 332 a.C. Le truppe di Alessandro sono alle prese con la conquista della Persia, e il grande condottiero si è impadronito di un enorme tesoro in argento a Persepoli. Prima della sua marcia vittoriosa all'interno dei territori persiani, Alessandro ha distrutto grandi città sulla costa dell'Asia Minore, e il mondo mediterraneo è inquieto, sconvolto dalla guerra, percorso in lungo e in largo da esuli e da prigionieri ridotti in schiavitù. D'altra parte, però, ci si attendono nuove, immense ricchezze. Durante la Notte dei Fantasmi, alla fine dell'Antesteria, la Festa dei Fiori che si celebra in Atene a febbraio, misteriose apparizioni culminano nel rapimento di un'ereditiera. Aristotele e Stefanos si recano in missione a Delfi, per cercare di ritrovare la fanciulla scomparsa. Ma nel loro cammino s'imbattono in festeggiamenti, fuggiaschi, strani enigmi e cadaveri. Il caso dell'ereditiera scomparsa si rivela più complicato di quanto sembrasse in un primo tempo. Alla fine, l'enigma può essere risolto unicamente da Aristotele, e soltanto con l'aiuto dell'Oracolo di Delfi.

      Aristotele e la giustizia poetica
      3,6
    • L'impronta del gatto

      • 250pagine
      • 9 ore di lettura

      Milano anni trenta. Il Commissario De Vincenzi indaga sull’assassinio di un milionario venezuelano, il cui cadavere è rinvenuto sul portone della sua abitazione. Tuttavia, le tracce di sangue lasciate da un felino portano a una nuova direzione. Augusto De Angelis, con la sua saga del Commissario De Vincenzi, offre un giallo ben costruito, ricco di personaggi vividi e scenografie tardo Déco, arricchito da un contesto storico che stimola l’immedesimazione. Scrittore del Ventennio fascista, De Angelis ha inaugurato in Italia il genere giallo, malvisto dal regime, che lo considerava una minaccia. Le sue opere testimoniano i complessi rapporti tra fascismo e cultura, tra controllo e libertà. Il giallo italiano, con De Angelis, si distacca dalle ripetizioni di investigatori stranieri, rispondendo alle esigenze della cultura di massa dell’epoca. Tuttavia, il Minculpop imponeva regole: i delitti dovevano avvenire in ambienti esotici e i colpevoli dovevano essere stranieri. De Angelis rispettava queste norme, ma il suo Commissario, con il suo carattere scettico e tollerante, esprime una distanza critica dal regime. Nell’inchiesta dell’Impronta del gatto, De Vincenzi, con astuzia e lentezza felina, sfrutta le opportunità del caso per risolvere il mistero.

      L'impronta del gatto
      3,3
    • Aristotele e i misteri di Eleusi

      • 659pagine
      • 24 ore di lettura

      "I misteri di Eleusi" è il quinto romanzo di Aristotele nei panni di uno Sherlock Holmes del IV secolo a.C. E se ogni storia poliziesca si ispira aun'opera dello Stagirita, quest'ultima sembra rimandare forse alla Politica. Ma il ricalco non è solo con la filosofia del grande filosofo, è la vita stessa di Atene e del mondo greco classico in età alessandrina a rivivere nella pagina: il funzionamento pratico della vita pubblica, le procedure ufficiali e i costumi privati, i modi di divertirsi e il mondo degli affari. E soprattutto quel senso sottile di smarrimento generale che dovette aver preso l'uomo greco nell'epoca di svolta in cui Aristotele si trovava a vivere.

      Aristotele e i misteri di Eleusi
      3,5
    • Aristotele e il mistero della vita

      • 599pagine
      • 21 ore di lettura

      Blepiro, reduce di guerra e menomato in battaglia, è accusato dal cugino Kremes di simulare l'infermità per ottenere una pensione di invalidità. Blepiro è un bronzista, e nella sua bottega accoglie "una banda di gente indecente", "una manica di ex schiavi e puttane", e questa compagnia sregolata si attira l'ostilità dei benpensanti e soprattutto le critiche accese di un politico in carriera. Ma c'è un che di esagerato nell'accanimento e il primo tentativo di uccidere Blepiro - una colata di metallo fuso che per fortuna lo ferisce soltanto orrendamente - sembra, ad Aristotele e al suo assistente Stefanos, più il culmine di un complotto mal riuscito che la conseguenza di una campagna d'odio.

      Aristotele e il mistero della vita
      3,5
    • Aristotele e il giavellotto fatale

      • 84pagine
      • 3 ore di lettura

      Un'opinione di Sciascia sarebbe commento perfetto a questo racconto: il giallo è la gabbia dello scrittore. Poiché costringe alla geometrica precisione, a una competenza quasi da laboratorio scientifico, a una consequenzialità logica, che finiscono coll'essere, quasi più della fantasia, la vera qualità del giallista. Margaret Doody è perfettamente imprigionata nei suoi intrecci, che sembrano appartenere al genere cosiddetto da «camera chiusa» (cioè un mistero così intricato da apparire un caso insolubile che solo l'acutezza raziocinativa dell'investigatore riesce a sciogliere). E, quasi a renderne più angusta la gabbia, li ambienta in una Attica classica, di totale fedeltà storico-filologica, e ne fa protagonista un Aristotele in tutto aderente alla sua personalità e alla sua filosofia. Questo secondo «Aristotele detective» si svolge dentro una palestra della antica Atene dove un ragazzo è stato ucciso da un giavellotto. Sembra un impossibile incidente, e appare scontato chi sia il giovane, e frastornato, colpevole. Infatti non è un incidente, e il colpevole vero non è quello. Aristotele lo capisce grazie alla sua logica deduttiva e lo spiega applicando al mistero la sua fisica dei luoghi naturali

      Aristotele e il giavellotto fatale
      3,2