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Enrico Piceni

    La libreria stregata
    La gatta
    Il natale di poirot
    Il Parnaso ambulante
    • A Natale, secondo la tradizione, le famiglie che sono state separate tutto l'anno, dopo aver messo da parte ogni contrasto, si riuniscono per festeggiare. Tutto questo, però, a volte ha solo lo scopo di mascherare odi e rivalità feroci. Come fa notare un acuto osservatore del carattere umano come Poirot: "A Natale c'è molta ipocrisia... e lo sforzo per essere amabili crea un malessere che può essere in definitiva pericoloso." Quasi a dimostrare la validità di questa riflessione la riunione familiare voluta dal vecchio e tirannico Simeon Lee, che ha chiamato attorno a sé tutti i figli e i nipoti, anche quelli che un tempo si erano ribellati a lui e lo avevano abbandonato, si trasforma ben presto in dramma. A farne le spese è proprio il vecchio patriarca, misteriosamente assassinato alla vigilia di Natale in una stanza chiusa dall'interno. Ma è possibile che l'assassino sia proprio un membro della famiglia? Tutti sono sospettabili, tutti avevano un motivo per volere la sua morte. Un caso complicato, ma nessun criminale può sperare di ingannare il grande Poirot. Scritto nel 1939, l'epoca d'oro del giallo classico, «Il Natale di Poirot», è un romanzo di grande suggestione nel quale la Christie ha utilizzato, con eccezionale bravura, tutti gli elementi più tipici della sua narrativa.

      Il natale di poirot1994
      4,0
    • Quando inizia la loro vita comune, Alain e Camille sono due amici d'infanzia che tutto sembra avvicinare, ma le loro segrete fantasie li dividono. "Il mio matrimonio," riconosce Alain, "soddisfa tutti, Camille, e ci sono momenti in cui soddisfa anche me, ma..." Ciò che Alain ama in Camille è una bellezza idealizzata fatta di immobilità e silenzio. Così è disorientato dalla sua esuberanza. Come l'arrivo di una nuova stagione, la scoperta della loro intima divisione lo mette alla mercé di altri sogni. Ed è allora che si svolge il dramma. La gatta Saha sarà da ora in poi per Alain la chimera sublime che domina la sua vita e per Camille la rivale odiata contro la quale nessun mezzo è troppo brutale.

      La gatta1993
      3,5
    • Il Parnaso ambulante

      • 172pagine
      • 7 ore di lettura

      Viaggiare per le strade aperte della Nuova Inghilterra, a bordo di un attrezzato bibliobus trainato da un grande cavallo, con un cane al seguito, in compagnia di un professore-poeta agile e versatile come un elfo, vendendo libri utili e grandi classici a liberi contadini dai modi franchi, in fuga, per giunta, da un fratello egoista e correndo ogni tipo di avventura: questo genere di felicità - oggi impossibile, ieri a portata di mano purché intimamente liberi - Il Parnaso ambulante racconta. è una versione tenera, tra Mark Twain e Kerouac, del mito americano della frontiera e dell'individualismo ottimistico (e in effetti la protagonista si trasforma da massaia di campagna in intraprendente avventuriera, e poi ritorna, con una coscienza di sé rinnovata, casalinga, ma finalmente padrona del proprio destino). E un'idea, singolare in questo genere di storia, attraversa il racconto. Morley, da americano, non dubita che il modello compiuto di rapporto tra gli uomini sia lo scambio commerciale; ma il libro, merce tra le merci che attraversano le persone, ne conserva tutta la qualità e la sostanza umana. Sicché la vera missione on the road del Parnaso ambulante è «predicare l'amore per i libri e l'amore per gli esseri umani».

      Il Parnaso ambulante1992
      4,1
    • La libreria stregata

      • 283pagine
      • 10 ore di lettura

      Intorno a un volume rilegato che scompare e ricompare - Lettere e discorsi di Oliver Cromwell di Thomas Carlyle, libro da comodino per il presidente americano Wilson - e attorno a una bottega di colti testi usati - diretta da una coppia spiritosa, e luogo di incontro di bibliofili originali -, si svolge questa specie di storia di spionaggio, antimilitarista e singolarmente antitedesca (ma più che antitedesca, contro quello spirito tenace ordinato e prepotente di cui lo svago libresco e il divagare polveroso attorno alle pagine sono il naturale avversario). E si dipana lentamente questa storia di spionaggio, perché in realtà nella Libreria stregata i protagonisti sono appunto quello svago e quel divagare. Christopher Morley scrisse questo «divertimento», negli anni dell'immediato dopoguerra, come seguito dell'altro, Il Parnaso ambulante , in cui la libreria, gestita dalla stessa coppia, è un bibliobus che corre avventure di strada, come qui è centro di un complotto.

      La libreria stregata1992
      3,4