La grande casa
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Un giorno di inverno del 1972, un giovane poeta cileno lascia i suoi mobili, tra cui una massiccia scrivania con diciannove cassetti, a una scrittrice newyorchese. Lui tornerà in Cile, dove sparirà nelle carceri della dittatura di Pinochet. Un giorno, a venticinque anni di distanza dall'accaduto, una ragazza, forse la figlia del poeta, rivendica la scrivania. Da qui parte una miriade di racconti che si intreccinao tra loro, e che ruotano intorno alla scrivani, dove l'importante non è la trama, ma l'oggetto, in apparenza inanimato, in realtà, custode di memorie, dolori, lutti e desideri. A unire questi frammenti la scrivania dei diciannove cassetti e le emozioni estreme.


