La globalizzazione non è un male e va abbracciata. A sostenere questa tesi è Stiglitz, autorevole sostenitore della critica alla globalizzazione liberista. Si tratta forse di una ritrattazione del Premio Nobel? In realtà, è il frutto di una constatazione: se la globalizzazione è un processo inevitabile, è possibile farla funzionare in direzione del benessere dei paesi più arretrati e dei cittadini dei paesi avanzati attraverso un mix di politiche di solidarietà e di intervento delle istituzioni internazionali.
When it was first published, this national bestseller quickly became a touchstone in the globalization debate. Renowned economist and Nobel Prize winner Joseph E. Stiglitz had a ringside seat for most of the major economic events of the last decade, including stints as chairman of the Council of Economic Advisers and chief economist at the World Bank. Particularly concerned with the plight of the developing nations, he became increasingly disillusioned as he saw the International Monetary Fund and other major institutions put the interests of Wall Street and the financial community ahead of the poorer nations. Those seeking to understand why globalization has engendered the hostility of protesters in Seattle and Genoa will find the reasons here. While this book includes no simple formula on how to make globalization work, Stiglitz provides a reform agenda that will provoke debate for years to come. Rarely do we get such an insider's analysis of the major institutions of globalization as in this penetrating book. With a new foreword for this paperback edition.
Sono almeno due decenni che Stiglitz sottopone la finanza, la globalizzazione e le politiche economiche dei grandi della terra a critiche puntuali e documentate. Ma dopo i due anni che abbiamo passato, le sue osservazioni suonano come avvertimenti, le sue critiche come diagnosi, le sue analisi come descrizioni accurate di ciò che stava per accadere. Però, nonostante quanto è accaduto, le banche continuano le loro attività come prima e in alcuni settori la deregulation procede a ritmo sostenuto; ma se si vogliono evitare altri terribili disastri, bisogna ripensare radicalmente i fondamenti dell'economia mondiale. Stiglitz non si limita a criticare, ma si impegna a tracciare un percorso di uscita dalla situazione attuale, un cammino costruito intorno a quelle idee che lo hanno reso un referente imprescindibile dell'economia internazionale. Il volume non è dunque soltanto la sintesi delle sue riflessioni teoriche e la cronaca puntuale di una bancarotta globale annunciata, ma anche un'esortazione a ristabilire l'equilibrio tra mercati e governi, e la dimostrazione che dagli economisti bisogna esigere meno ideologia e più idee.