La mai spedita Lettera al padre (1919) è considerata dai critici la chiave dell'opera letteraria di Franz Kafka (1883-1924). Questo documento di un drammatico conflitto padre-figlio è una pagina unica e impressionante della letteratura universale. Accusa e insieme autoanalisi spietata, questa lettera apre a chi legge uno spiraglio sulla complessa vita mentale dell'autore. In uno stile incalzante e di forza quasi magnetica, Kafka fa i conti con un padre autoritario, dalla cui figura tirannica e prepotente si sente sovrastare: «Alle volte mi immagino un planisfero tutto spiegato e te disteso sopra di traverso».
Claudio Groff Ordine dei libri (cronologico)




I Narratori: La montagna volante
- 317pagine
- 12 ore di lettura
"Sono morto a 6840 metri sopra il livello del mare il quattro maggio dell'anno del Cavallo. Il luogo della mia morte si trovava ai piedi di una guglia rocciosa corazzata di ghiaccio, nel cui lato riparato dal vento avevo superato la notte."
Einaudi Tascabili - 1046: È una lunga storia
- 654pagine
- 23 ore di lettura
Grazie all'identificazione (giustificata anche da alcune affinità biografiche) con l'autore di Effi Briest , di cui conosce a memoria romanzi, poesie, lettere e pagine di diario, Fonty diventa un testimone informatissimo della storia tedesca, da Federico il Grande a Helmut Kohl; le cesure storiche dell'Ottocento - il '48, l'unità tedesca del 1871, Bismarck - sono termine di confronto e di riflessione per le tragedie e le svolte del secolo successivo. Dall'accostamento di insoliti percorsi personali risulta un affascinante panorama di duecento anni di storia tedesca, un susseguirsi di vivissime immagini, presenti o passate, con cui Günter Grass, valicando ogni cronologia, guida il lettore verso l'essenza stessa della Germania.
In negenennegentig verhalen geeft Günter Grass (1927) een beeld van deze eeuw, van 1900 tot 1999. Over elk jaar geeft de ik-figuur een verslag van of commentaar op kleine en grote gebeurtenissen van deze eeuw, beschrijvingen van belangrijke en onbelangrijke personen. Het boek is geen roman (zoals Geert Mak, 'De eeuw van mijn vader') maar een verhalenbundel, met afzonderlijke ooggetuigenverslagen over elk jaar. De lezer krijgt een buitengewoon boeiend en afwisselend beeld van de twintigste eeuw. Zeer goed te lezen, prima vertaald door Jan Gielkens en mooi uitgevoerd. MIJN EEUW is een boek vol verhalen, negenennegentig om precies te zijn: negenennegentig verhalen over de negenennegentig afgelopen jaren van de ten einde lopende eeuw. Door de ogen van telkens weer andere mensen vertelt Günter Grass over grote gebeurtenissen en ogenschijnlijke onbenulligheden, over technische uitvindingen en wetenschappelijke ontdekkingen, sportieve en culturele prestaties, grootheidswaan, vervolging en moord, oorlog en catastrofen, en over telkens weer een nieuw begin. Met elkaar leveren deze verhalen een levendig en verrassend afgerond beeld op van deze gruwelijke, fantastische eeuw.