"La stranezza che ho nella testa" è un romanzo su Mevlut, un venditore di boza, e sulla donna a cui ha scritto lettere d'amore per tre anni, ambientato a Istanbul. Tra il 1969 e il 2012, Mevlut svolge diversi lavori per le strade della città, vendendo yogurt e riso, e facendo il custode in un parcheggio. Osserva una varietà di persone che affollano le strade, assiste alla demolizione e ricostruzione della città, e vede migranti dall'Anatolia prosperare. Contemporaneamente, vive momenti di trasformazione, scontri politici e colpi di stato che plasmano il paese. Si interroga su cosa lo separi dagli altri, la fonte di quella stranezza nella sua mente. Non smette mai di vendere boza durante le sere invernali e di cercare di capire chi sia realmente la sua amata. Cosa conta di più nell'amore: ciò che desideriamo o ciò che il destino ha in serbo per noi? Le nostre scelte determinano la felicità o sono influenzate da forze al di fuori del nostro controllo? Il romanzo esplora queste domande, rappresentando le tensioni tra vita urbana e vita familiare, e la rabbia e l'impotenza delle donne all'interno delle loro case.
Valérie Gay-Aksoy Libri


On the outskirts of a town thirty miles from Istanbul, a master well-digger and his young apprentice are hired to find water on a barren plain. As they struggle in the summer heat, excavating metre by metre, the two will develop a father-son bond that neither has known before. But in the nearby town, where they spend their evenings, the boy will find an irresistible diversion. The Red-Haired Woman, an alluring member of a travelling theatre group, catches his eye, and she seems as fascinated by him as he is by her. But in his distraction a horrible accident occurs, and he will spend his life unaware of the outcome, or who the Red-Haired Woman was, until many years later.