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Alberto Savinio

    25 agosto 1891 – 5 maggio 1952

    Alberto Savinio, nato Andrea Francesco Alberto de Chirico, fu uno scrittore, pittore e compositore italiano. La sua opera è caratterizzata da una profonda interconnessione di discipline artistiche, in cui le sue creazioni letterarie si intrecciano con elementi visivi e musicali. Ha esplorato le complesse relazioni tra realtà, sogno e fantasia, spesso con una prospettiva ironica e uno stile distintivo. Savinio concepiva la letteratura come un'ulteriore forma di espressione artistica, che gli permetteva di indagare la psiche umana e i fenomeni sociali.

    Alberto Savinio
    Casa "La Vita"
    Biblioteca Adelphi - 147: Narrate, uomini, la vostra storia
    Capri
    Scritti dispersi, 1943-1952
    Piccola biblioteca Adelphi - 278: Dico a te, Clio
    Tutta la vita
    • Tutta la vita

      • 241pagine
      • 9 ore di lettura

      "Fra questi racconti alcuni portano in scena poltrone, divani, armadi e altri mobili, in ispecie di personaggi sensibili, parlanti e operanti". Così scrive Savinio, ed è la più efficace presentazione di questo libro, frutto maturo della sua migliore vena narrativa, lussureggiare di immagini in acrobatico equilibrio tra realtà e allucinazione. Così, nella "Pianessa", la signorina Fufù, "vecchia zitella dal nomignolo a vapore e stantuffi", dopo essersi fatta sedurre dall'"occasione stupenda" di "un pianoforte a coda e lungo come una balena, basso sulle zampe tarchiate e tozze", ne avverte la virile presenza con profondo turbamento, salvo poi trovarsi di fronte a una clamorosa agnizione. In "Casa della stupidità" una statua di marmo che sostiene il balcone di un palazzo decide di "andarsene", ben contenta di provocare in tal modo il crollo dell'edificio, giacché tra quelle mura alligna la "stupidità a tutti i piani, in tutte le camere, nei corridoi, nei ripostigli, dalla cantina al solaio". In "Bago" Ismene trova comprensione e protezione nel vecchio armadio che l'ha vista nascere e con il quale ogni giorno si confida, "seduta accanto al battente socchiuso, come per ascoltare i battiti di quel cuore tenebroso ma profondamente buono"...

      Tutta la vita
      4,1
    • I lettori di Capri già sanno quale delizioso viaggiatore sia Savinio, capace di far vivere i luoghi con pochi tocchi distratti – e insieme pronto a lanciarsi in divagazioni imprevedibili, a partire da qualsiasi pretesto. Così è anche in questo libro del 1939, che egli stesso assimilò a un giardino, «per la chiarezza, la leggerezza, l’amenità che mi sono conquistate nell’età matura». Qui Savinio vaga fra gli Abruzzi e la terra degli Etruschi, tra Cerveteri e Tarquinia. L’ironia ci si fa incontro a ogni passo. Ma c’è anche una sonorità melanconica, meditativa, in queste pagine, che sono rivolte al «fantasma della storia: il grande buco, il vuoto che assorbe via via le azioni che sfuggono alla storia, e le annienta». Combinazione di timbri, questa – fra l’ironico e il melanconico –, che sembra corrispondere al fondo del fondo di Savinio stesso. Dico a te, Clio , apparso per la prima volta nel 1939, fu ripubblicato nel 1946. In quest’ultima edizione era preceduto da un’Avvertenza dell’autore che viene riprodotta nel presente volume.

      Piccola biblioteca Adelphi - 278: Dico a te, Clio
      3,5
    • Questo libro, il più celebre di Savinio e per molti il suo capolavoro, fu pubblicato per la prima volta nel 1942, in quegli anni della guerra che segnarono per lo scrittore l’apice dell’intensità creativa. Il successo fu immediato. Ma il suo vero pubblico questo libro dovrebbe raggiungerlo oggi, per la sua impressionante concordanza con la sensibilità di anni come i nostri, che si trovano – senza loro merito – ad aver bruciato ogni essenza della Storia. Mai tanto congeniale sarà stato per noi ascoltare Savinio come in questo «invito alla confessione», invito «tutto dolcezza e perfidia», che evoca i ritratti fantomatici di alcuni esseri quanto mai diversi – da Isadora Duncan al torero Bienvenida, da Nostradamus a Jules Verne –, sospinti verso di noi dalla risacca del tempo.

      Biblioteca Adelphi - 147: Narrate, uomini, la vostra storia
    • Savinio, ein eigensinniger Autor des 20. Jahrhunderts, gilt als einer der größten italienischen Schriftsteller. Er war vielseitig aktiv als Maler, Komponist und Reporter und ist besonders als Essayist bekannt. Sein privates Lexikon umfasst originelle Aufsätze, die überraschende Themenwechsel ermöglichen und den Leser in seine faszinierenden Gedankenwelten ziehen.

      Mein privates Lexikon
      4,0
    • Stadt, ich lausche deinem Herzen

      • 401pagine
      • 15 ore di lettura

      Savinio vive esta ciudad - Milán - con todos sus sentidos, manteniendo una mente despierta, irreverente y despreocupada. Siente las transformaciones históricas y sigue el proceso de digestión de la historia, como la forma en que Milán "digirió" el bombardeo sufrido en 1943. Savinio baja a los grandes pensadores e hitos históricos a un nivel humano, liberándolos de la fría soledad de la admiración y el respeto, devolviéndoles sus debilidades humanas. A pesar del conocimiento que Savinio despliega generosamente en este libro, no se trata de un ensayo. Savinio escenifica una ciudad, presentando rascacielos, estatuas, quesos, calles, etc., como actores. Las imágenes y ocurrencias que cambian rápidamente y son muy contrastantes exigen y fomentan una agilidad mental, quizás el verdadero placer de esta lectura.

      Stadt, ich lausche deinem Herzen
      3,0
    • Neue Enzyklopädie

      • 344pagine
      • 13 ore di lettura

      Elusiv, ungreifbar, frivol und mutig wie Odysseus, ist Savinio ein Flüchtling, ein Märchenerzähler, ein Exilant, ein Fremder: diese überfüllte Neue Enzyklopädie ist ein trostlos einsames, glücklich einsames Buch. Heiterkeit und Angst verfolgen den Flüchtling, drängen ihn, wollen, dass er erzählt. Unendlich, von Stimme zu Stimme, von Giostra zu Libertà, von San Sebastiano zu Travestimento, schweift der Enzyklopädist umher. Sein Universum ist discontinuierlich, ohne Anlegestellen, vor allem ohne Ziel. Das Kosmos wird niemals gefunden, die Bedeutung wird niemals ergründet. Es gibt keine Tiefe, sondern nur eine unendliche Reihe von Oberflächen. Die Welt ist eine glatte Haut, die andere glatte Häute verbirgt: bis ins Unendliche ... Prosateur einer Mobilität, einer Anmut, einer außergewöhnlichen Zärtlichkeit, kehrt dieser surreale Klassiker, zwischen Apollinaire, Anassagora und Agnolo Firenzuola, in unsere Literatur zurück, in diesem langsamen Elend des späten 20. Jahrhunderts, mit seiner provokativen Dimension und zugleich seiner Sanftheit, der empörenden Zartheit seines Schriftstellergestes.

      Neue Enzyklopädie
      3,0
    • V roce 1919 rozepsal Savinio svou pozoruhodnou prózu Tragédie dětství, v níž se vrátil ke svým vzpomínkám na Řecko. Próza je jednak nesmírně působivou evokací řeckého prostoru s jeho mýtotvornou potencí, jednak proustovsko-freudovskou analýzou nejranějších dětských prožitků. V mnoha ohledech má tato próza styčné body s tehdy nastupujícím surrealismem (Breton zařadil Savinia do své Antologie černého humoru), pro Savinia je nicméně příznačné, že podvědomé obrazy jsou u něho podrobovány racionální kázni brilantního vypravěčského stylu (podobné sepětí podvědomých obsahů a přísně racionální formy nacházíme i v „metafyzické“ malbě Saviniova bratra Giorgia). K témuž materiálu se Savinio vrátil ještě jednou, v období své zralosti, a vytěžil ze svých vzpomínek na Řecko ještě prózu Dětství Nivasia Dolcemara (1941). Oba texty jsou dnes pokládány za Saviniova vrcholná díla. Přeložil, poznámkami doplnil a doslov napsal Jiří Pelán.

      Tragédie dětství. Dětství Nivasia Dolcemara
    • Tragödie der Kindheit

      Roman

      • 123pagine
      • 5 ore di lettura

      Ein teils mythisches, teils ganz diesseitiges Griechenland ist der äußere Schauplatz von Savinios Tragödie der Kindheit , doch spielt sich vieles im Unbewussten ab, zu dessen literarischen Entdeckern der italienische Dichter, Musiker und Maler gehört. Savinio, von Breton als bedeutender Anreger des Surrealismus gewürdigt, verarbeitet eigene Erinnerungen in dieser ebenso phantastischhumoristischen wie konkreten Schilderung der Ekstasen und Leiden eines Kindes.

      Tragödie der Kindheit