Stendhal, nato Henri-Marie Beyle, fu uno scrittore francese del XIX secolo celebrato per le sue acute analisi psicologiche dei suoi personaggi. Si pone come figura cardine nello sviluppo del realismo letterario, offrendo ai lettori profonde intuizioni sulla condizione umana. Il suo approccio approfondisce le motivazioni e la vita interiore dei suoi protagonisti. La voce distintiva di Stendhal cattura la complessità del desiderio e delle pressioni sociali con arguzia tagliente e acuta osservazione.
Stendhal definì questa sua breve opera Una favola. Vi aveva espresso l'ammirazione profonda per una Spagna della fantasia intrisa d'onore e eroismo, senso del cavalleresco e sentimenti elevati, che aveva in cuore sin dall'infanzia.
Ambientato in un'Italia ottocentesca in parte fantastica, in parte reale, le avventure di Fabrizio del Dongo si snodano in una serie di incontri e peripezie al termine dei quali si trova il luogo del silenzio, lo spazio simbolico dell'isolamento e della rinuncia: la Certosa di Parma.
Considerata, insieme a Il rosso e il nero, l’opera migliore di Stendhal, scritta in poco più di un mese e mezzo, dopo lunghi anni di studi, raccolta ed elaborazione di una gran quantità di materiale storico, documentario e cronachistico del Cinquecento e del Seicento, La Certosa di Parma venne entusiasticamente accolto da Balzac all’epoca della sua pubblicazione nel 1839. Ma la vicenda squisitamente romantica di Fabrizio Del Dongo rompe i confini del romanzo storico e tracima in un inno appassionato alla felicità del singolo, anche a dispetto delle sconfitte della storia. Romanzo d’amore e insieme di cappa e spada La Certosa di Parma è un libro dominato dall’incanto magico della passione, è la geniale improvvisazione nella quale uno scrittore celebra e reinventa la propria giovinezza.
L'amore che Stendhal volle costruire come una sorta di trattato ideologico, presenta una duplice natura. Da una parte vi è l'intento, illumistico, di giungere a una sistemazione dottrinaria del sentimento che più di ogni altro concorre alla felicità umana, dall'altra l'autore, vinto dal suo vivacissimo temperamento, non riesce ad evitare di trasporvi i recenti ricordi di innamorato infelice. Lo spunto per il libro gli viene infatti dalla sfortunata passione vissuta a Milano e dall'amore non corrisposto per la bella Matilde Dembowski Viscontini, moglie di un generale napoleonico e già legata, in passato, a Ugo Foscolo. Nell'opera lo scrittore francese studia la nascita del'amore, ne esamina i caratteri positivi e negativi, le connotazioni nazionali e l'influenza delle relazioni sociali ma, in questo schema apparentemente scientifico, Stendhal porta la sua esperienza diretta di uomo e, mettendo al bando ogni ipocrisia, assurge in breve al ruolo di sensibile protagonista.
Metastasio (1698-1782), il più celebrato poeta italiano del suo tempo, visse alla Corte di Vienna come poeta cesareo. La sua produzione letteraria, che include versi, canzonette e melodrammi, ebbe vastissima diffusione europea, e una lunga influenza sulla tradizione poetica successiva. Il volume raccoglie un'antologia esaustiva del poeta italiano.