"Il fait bon écouter les fabliaux, Messires". Ecoutez donc ces douze petits récits vifs et plaisants où vous retrouverez toute la société médiévale : seigneurs et vilains, bourgeois et marchands, maris et femmes, prêtres... Vous verrez que le bon sens et la malice permettent souvent aux faibles de prendre leur revanche.
Extrait : «MONSIEUR JOURDAIN : Et comme l'on parle qu'est-ce que c'est donc que cela ? MAITRE DE PHILOSOPHIE : De la prose. MONSIEUR JOURDAIN : Quoi ? Quand je dis : «Nicole, apportez-moi mes pantoufles, et me donnez mon bonnet de nuit», c'est de la prose ? MAITRE DE PHILOSOPHIE : Oui, Monsieur. MONSIEUR JOURDAIN : Par ma foi ! Il y a plus de quarante ans que je dis de la prose sans que j'en susse rien, et je vous suis le plus obligé du monde de m'avoir appris cela.»
Scritto a ridosso di eventi tragici come il terremoto di Lisbona e la guerra dei Sette anni, Candido è una ironica meditazione sul destino umano, sul senso della storia e sulla ricerca della felicità, impostosi immediatamente ai contemporanei, diventando uno di quei libri - come il Don Chisciotte o i Saggi di Montaigne - su cui si è formata la coscienza moderna. Il fatto è che Candido, sintesi di un'acutissima intelligenza critica e di una consumata maestria stilistica, resiste a ogni lettura riduttiva perché riesce a mantenersi in miracoloso equilibrio tra l'avventura e la parabola, tra il mito e il pamphlet, tra il ritmo frenetico della comica e l'elegante grazia rococò, tra la risata liberatoria e l'amaro sarcasmo della disperazione. Inafferrabile e sempre attuale, come tutti i classici, questo breve romanzo, a più di duecento anni dalla sua pubblicazione, continua a sorprendere generazioni di lettori con la carica del suo corrivo umorismo e la sua ironica e beffarda saggezza.