"Tendere alla perfezione"
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Scrivere lettere fu per la famiglia Mendelssohn molto più che una semplice pratica; la lettera era diventata un autentico strumento di riflessione, di pratica letteraria, di confronto ideologico e teoretico, di critica e di autoanalisi. Anche nel nipote Felix Mendelssohn Bartholdy l'impegno epistolare era diventato un'incombenza quotidiana, talvolta più gravosa della stessa attività compositiva, come dimostra la mole enorme di lettere costitutiva del suo lascito, un epistolario gigantesco comprendente testi personali e familiari, cronache di viaggio, lettere di lavoro, musicali e artistiche, insieme a semplici biglietti legati alle più svariate esigenze. Questi testi, elaborati con una varietà di registri straordinaria, offrono un ritratto preciso e variegato di un autore complesso, inquieto e problematico, rispetto all'immagine spesso consegnata dagli storici di un autore aperto, generoso e disponibile, che, come artista, fu alla perenne ricerca di quell'equilibrio e di quella perfezione sempre meno presenti nella realtà culturale del tempo.
















































