Vasily Grossman è stato uno scrittore russo, rinomato per i suoi potenti ritratti della Seconda Guerra Mondiale e il suo costo umano. La sua cronaca di prima linea e i suoi romanzi, forgiati dall'esperienza diretta della guerra, sono caratterizzati da un crudo realismo e da una profonda comprensione della sofferenza. L'opera di Grossman è una testimonianza bruciante delle atrocità del XX secolo, celebrando al contempo la resilienza dello spirito umano di fronte a una brutalità inimmaginabile. La sua scrittura indaga le complessità morali e la ricerca dell'umanità nelle circostanze più cupe.
Die Reise des großen russischen Schriftstellers an die Ränder des Imperiums
208pagine
8 ore di lettura
Im Jahr 1961 reist Wassili Grossman nach Jerewan und reflektiert über seine Erfahrungen und die Geschichte des 20. Jahrhunderts. In seinen Reisenotizen zeigt er sich als humorvoller und bescheidener Denker. Die Armenische Reise vereint Bekenntnisse, Essays und Anekdoten und spiegelt die komplexe Geschichte Armeniens wider.
"Suppressed by the KGB and years later smuggled out of the Soviet Union to be published, Vasily Grossman?s novel is an unsparing story of ordinary Russians tragically caught between the fascism of the invading Nazis and the oppression of their own Soviet government. The sprawling plot follows the travails of the extended family of Viktor Shtrum along the vast eastern front of the war. Shtrum is a brilliant nuclear physicist who faces rising anti-Semitism in Moscow while his relatives navigate the threat of camps and prisons on both the Soviet and the Nazi sides. Grossman?s extensive wartime reporting, combined with his Tolstoyan narrative skills, allow him to portray with unprecedented detail and authenticity the human cost of the struggle between two freedom-denying powers. In vividly rendered scenes that range from the dramatic battle of Stalingrad to the remote Siberian gulag, and encompassing characters ranging from a grieving mother to a woman in love and from a six-year-old boy on the way to a gas chamber to Stalin and Hitler, Grossman?s masterpiece is a profound and moving reckoning with the darkness of the twentieth century and a testament to the stubborn persistence of kindness and hope."--Publisher
«Il libro segue con ottocentesca, tolstojana generosità molteplici destini individuali spostandosi da Stalingrado (città doppia: simbolo di difesa e libertà contro la violenza nazista e insieme luogo-emblema dell’Urss staliniana; solo nella “casa di Grekov” si vive secondo onore e senza gerarchie) ai lager sovietici e ai mattatoi nazisti, da Mosca (le stanze del potere, le celle della Lubjanka) alla provincia russa. E raccontando la “crudele verità” della guerra, le storie intrecciate di eroi e traditori, automi di partito ed esseri pensanti, delatori, burocrati, intriganti, carnefici, martiri, personaggi fittizi e reali, inframmezzando la narrazione con numerosi dialoghi (di ascendenza, questi, dostoevskiana), Grossman continua a interrogarsi sull’essenza di sistemi che uccidono la realtà – di conseguenza anche gli uomini – falsificandola, sostituendola con l’Idea. Al posticcio e menzognero “bene” di Stato lo scrittore può opporre soltanto, per quanto ardua e apparentemente impossibile in tempi disumani, la bontà individuale, rivendicando – sommessamente, ma con tenacia – l’irripetibilità del singolo destino umano. Giacché “Ciò che è vivo non ha copie ... E dove la violenza cerca di cancellare varietà e differenze, la vita si spegne”». Serena Vitale