Bookbot

Giovanni Storti

    Giovanni Storti è un terzo del popolare trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Dal 2008 ha sviluppato una passione per il trail running, esplorando diversi paesaggi in tutto il mondo, dal Marocco alla Bolivia. Le sue esperienze spaziano su vari terreni, dalle pianure alle montagne e ai deserti, e altitudini che vanno dal livello del mare a 5000 metri. Queste avventure di corsa globali infondono alla sua prospettiva uno spirito unico e avventuroso.

    Aldo, Giovanni & Giacomo: Tel chi el telùn
    Strade Blu: Niente panico, si continua a correre
    Corro perché mia mamma mi picchia
    Nico e i suoi fratelli
    In televisione sembravano più alti
    • In televisione sembravano più alti

      • 109pagine
      • 4 ore di lettura

      Pezzi antichi e moderni del celebre trio, pezzi noti e meno dalla "Famiglia Ubaldi" del circo di Paolo Rossi a "I killer" comparso anche nel primo episodio del film "Tre uomini e una gamba", dalla parodia di "Ultimo minuto svizzero" di "Mai dire gol" ai "Vecchietti" di "Su la testa", sino alla famosa scenetta del tram.

      In televisione sembravano più alti
      3,7
    • Nella prefazione a questo libro, Giacomo Poretti sostiene che ai tempi dei nostri antenati si sapeva già molto del nostro degrado fisico e mentale. Gli australopitechi «intorno ai 20 anni facevano le gare con i giaguari, e spesso li battevano, arrivati ai 40 dopo 200 metri di corsa si fermavano per una birretta, a 60 anni, se ci arrivavi, ringraziavi il dio del sole e al massimo giocavi a scopone, te ne stavi rintanato nella tua bella grotta perché se per caso incontravi un giaguaro non riuscivi a fare 3 passi di corsa e finivi sbranato. L'uomo primitivo era ignorante e tirava su con il naso, ma era saggio, sapeva come godersi l'ultimo tratto di vita senza traumi e pericoli.» Oggi invece pare che questa consapevolezza sia andata persa. Si gareggia per il primato personale, per battere gli amici, per migliorarsi ad ogni costo. Si gareggia contro il tempo, ma sfidare il tempo che passa ha davvero senso? È una sfida persa in partenza per Giovanni Storti e Franz Rossi, la coppia di corridori scrittori che abbiamo imparato ad apprezzare con "Corro perché mia mamma mi picchia". Gli anni passano per c'è chi se ne accorge vedendo il figlio cresciuto o i capelli incanutiti, e c'è chi li misura osservando i chilometri percorsi o la velocità raggiunta in gara. Ma la verità è che l'età non è nemica della corsa, basta saperla prendere con saggezza ed equilibrio. In un libro ricco di aneddoti personali e di avventure in giro per il mondo, Giovanni e Franz ci dimostrano che anche se il corpo invecchia non si può dire altrettanto dello spirito. Quello che si impara percorrendo di corsa chilometri lungo strade e sentieri è un vero e proprio stile di vita, in grado di migliorare la qualità della nostra esistenza. Dalla vetta del Kilimangiaro alla Grande Muraglia cinese, dalle corsette sotto casa alle maratone nel deserto, continua il viaggio di questi «assaggiatori di corse», come ebbero modo di definirsi, con un obiettivo preciso, dimostrare come spesso la ricerca del proprio record personale può avere come effetto collaterale la felicità. Un libro per chi corre e per quelli che non capiscono perché, pur passati i sessanta, si continui a correre. «E poi,» ricorda Giovanni «se ho iniziato a correre io a cinquant'anni, possono farlo tutti!»

      Strade Blu: Niente panico, si continua a correre