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Joanna Guze

    Wśród bohaterów kina
    A művészet nyomában
    Kulisiewicz
    The Fall
    Tascabili Guanda. Narrativa: Lettere a Theo
    I grandi tascabili - 766: Il mito di Sisifo
    • "Caro Theo": per molto tempo, dall'agosto 1872 fino al 27 luglio 1890, due giorni prima di morire dopo essersi sparato un colpo di rivoltella, Vincent Van Gogh scrisse al fratello Theo con una costanza che trova il solo termine di paragone nell'amore che egli nutriva per lui. Per molto tempo Theo fu il suo unico interlocutore; sempre fu quello privilegiato, il solo cui confidò le pene della mente e del cuore. Del resto, le lettere a Theo (qui presentate in una scelta che riprende, con qualche variante, la versione integrale apparsa in Italia nel 1959) costituiscono la gran parte dell'epistolario vangoghiano. Dalla giovinezza alla piena maturità, esse ci permettono di seguire, quasi quotidianamente, la vicenda artistica e umana del grande pittore.

      Tascabili Guanda. Narrativa: Lettere a Theo2002
      4,0
    • Questo libro, pubblicato nel 1942, quando Camus non aveva ancora trent’anni, intende ripensare “la filosofia dell’assurdo” e si inserisce in una precisa tradizione che da Kafka a Gide, da Kierkegaard a Nietzsche offre una altissima testimonianza della crisi spirituale che caratterizza il Novecento. Il mito di Sisifo si configura come un’opera insieme di confessione e di riflessione filosofico-letteraria di un uomo che esce dalla giovinezza e prova a cimentarsi con la filosofia del suo tempo e, incrociando il ferro coi padri dell’esistenzialismo, mira a conquistarsi un pensiero originale. L’“assurdo” è una presa di coscienza preliminare a ogni regola di vita, ma segna solo un momento di passaggio. Il ragionamento rigoroso e un impegno concreto, uniti a una fondamentale esigenza chiarificatrice, sono tesi a dimostrare che anche la desolante dottrina dell’esistenzialismo, allora dominante, contiene qualche accenno di speranza.

      I grandi tascabili - 766: Il mito di Sisifo1999
      4,3
    • The Fall

      • 96pagine
      • 4 ore di lettura

      Jean-Baptiste Clamence is a soul in turmoil. Over several drunken nights in an Amsterdam bar, he regales a chance acquaintance with his story. From this successful former lawyer and seemingly model citizen a compelling, self-loathing catalogue of guilt, hypocrisy and alienation pours forth. The Fall is a brilliant portrayal of a man who has glimpsed the hollowness of his existence. But beyond depicting one man's disillusionment, Camus's novel exposes the universal human condition and its absurdities - for our innocence that, once lost, can never be recaptured . . .

      The Fall1971
      4,1