Brian Morris è un professore emerito di antropologia il cui lavoro si addentra nella tassonomia popolare, nell'etnobotanica, nell'etnozoologia, nella religione e nel simbolismo. Ha condotto ricerche sul campo tra cacciatori-raccoglitori dell'Asia meridionale e in Malawi, attingendo da una diversificata carriera pre-accademica come operaio di fonderia, marinaio e piantatore di tè. I suoi scritti esplorano le intricate connessioni tra natura e cultura umana, i concetti dell'individuo e la filosofia anarchica. Morris offre intuizioni uniche su come le società classificano il mondo e ne comprendono il proprio posto.
Focusing on the definitions of freedom, the book explores the life and thought of Bakunin, highlighting his significance as a political theorist. It emphasizes his commitment to uniting theory and practice within his anarchist philosophy. The portrayal of Bakunin reveals the monumental nature of his ideas and their enduring relevance in contemporary discussions on freedom and political theory.
Er wächst ohne Vater in einer großen Familie in Wales auf. Er ist neugierig auf Menschen und unbekannte Länder, er lebt in Holland und dann bei Fischern auf Sri Lanka, er reist nach Indien, Nepal Brian Morris ist intelligent, sympathisch, aber drogenabhängig. Er arbeitet als Tierpfleger, Drogenkurier, Türsteher. Er dealt, um seine Sucht zu finanzieren. Er kämpft um seine junge Familie und verliert. Ohne jede Hoffnung für die Zukunft landet er im Gefängnis. Am tiefsten Punkt schreit er zu Gott. Brian Morris, geboren 1953 in Wales/Großbritannien, lebt heute mit seiner Frau und fünf Kindern in Swansea/Südwales. Nach seiner Haft arbeitete er in verschiedenen sozialen Projekten. Zurzeit studiert er Praktische Theologie am Bible College of Wales.
This is a comprehensive study of the varying conceptions of the human subject in the Western intellectual tradition. Although informed by an anthropological perspective, the author draws on material from all the major intellectual disciplines that have contributed to this tradition and offers biographical and theoretical vignettes of all the major Western scholars. By scrutinizing the classical texts of the Western tradition, he succeeds in delineating the differing conceptions of the human individual which emerge from these writings, and gives a guide to the most important ideas in Western cultural traditions.
Caso unico nel teatro di Shakespeare, La bisbetica domata (opera di difficile datazione, ma appartenente alla fase iniziale del suo percorso drammatico) è, esplicitamente, una commedia nella commedia, rappresentata come parte della beffa giocata da un ricco aristocratico ad un calderaio ubriaco. Singolare "esplosione" del tema della beffa, strettamente legato a quello della finzione teatrale, questa commedia, nell'incerto intreccio fra le due trame (il matrimonio della bisbetica Katherina e le rivalità e gli equivoci tra i pretendenti di Bianca, sorella "buona" della bisbetica), non sarebbe altro che una farsa del troppo artificioso moltiplicarsi degli equivoci, se non fosse per la presenza di Katherina, figura che, mentre riprende un tema fortemente presente nelle prime prove teatrali di Shakespeare, ossia il rapporto donna-potere, annuncia nel suo improvviso e aspro risvegliarsi all'amore futuri personaggi femminili di ben più articolata complessità.