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Pietro Bembo

    20 maggio 1470 – 18 gennaio 1547

    Pietro Bembo fu uno studioso influente, in particolare nella codifica del toscano come mezzo letterario standard dell'italiano. Il suo lavoro nel XVI secolo rivitalizzò l'interesse per la poesia di Petrarca, promuovendo un rinnovato apprezzamento per le forme classiche. Le idee di Bembo furono anche determinanti nella formazione del madrigale, la forma musicale secolare più importante dell'epoca, dimostrando un profondo impatto sia sulla letteratura che sulla musica.

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    La grande fiamma
    • La grande fiamma

      Lettere 1503-1517

      • 140pagine
      • 5 ore di lettura

      Se la storia ricorda Lucrezia Borgia, lo fa come una donna di vizi stravaganti il cui nome è diventato sinonimo di intrighi politici e veleno. Il cardinale Bembo è ricordato principalmente come il nome di un carattere tipografico popolare. Ma come rivela questo libro di lettere, entrambi avevano una sostanza reale e volti autentici. Borgia, una sposa bambina sfruttata senza pietà per vantaggi politici dai suoi tre mariti, si rivelò una ragazza di sorprendente resilienza e astuzia, tutt'altro che un mostro. Pietro Bembo, il colto e (come dimostrato qui) straordinariamente gentile studioso, era il perfetto prodotto del Rinascimento. La relazione d'amore clandestina che condussero per sedici anni sotto gli occhi del spietato fratello di Borgia, Cesare, era tanto pericolosa quanto appassionata e le loro lettere, che forniscono un resoconto unico della vita durante il Rinascimento italiano, sono una testimonianza sia di una relazione di rara bellezza sia di una società feudale di confini rigidi, oscure spinte dinastiche, ambizione politica illimitata e straordinaria galanteria.

      La grande fiamma
      3,7