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Lagunario

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Lagunario è un libro necessario per chi va a Venezia; per chi non ci va e vorrebbe farlo; certo anche per i pochi, sempre più rari superstiti che la abitano – e soprattutto forse per chi a Venezia non va né progetta di andare, ma ama la magia della letteratura, l’incanto inesauribile della sua voce. La poesia e lo spirito. Isabella Panfido si muove da un’isola all’altra della Laguna veneziana, esplorando un mondo apparentemente minimo, in realtà grande, molteplice e anche misterioso, e traccia per ognuna delle isole visitate una mappa originale e poetica. Il suo andar per isole tende metaforicamente a un punto focale che è la Città, Venezia la metropoli d’acqua, che dà un senso profondo a questo mirabile viaggio, e che l’autrice celebra a suo modo, sempre con amore. Per lunga e amorosa frequentazione dei luoghi (microluoghi) e capacità di intrecciare il dato storico a quello poetico, le citazioni da cronache e documenti a leggende e battute popolari, per felicità d’ispirazione e per la struttura fatta di capitoli-luoghi, quest’opera non può non ricordare i Microcosmi di Claudio Magris.

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Lagunario, Isabella Panfido

Lingua
Pubblicato
2016
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(In brossura)
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3,7
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Titolo
Lagunario
Lingua
Italiano
Pubblicato
2016
Formato
In brossura
Pagine
192
ISBN10
8897210406
ISBN13
9788897210405
Serie
Valutazione
3,65 su 5
Descrizione
Lagunario è un libro necessario per chi va a Venezia; per chi non ci va e vorrebbe farlo; certo anche per i pochi, sempre più rari superstiti che la abitano – e soprattutto forse per chi a Venezia non va né progetta di andare, ma ama la magia della letteratura, l’incanto inesauribile della sua voce. La poesia e lo spirito. Isabella Panfido si muove da un’isola all’altra della Laguna veneziana, esplorando un mondo apparentemente minimo, in realtà grande, molteplice e anche misterioso, e traccia per ognuna delle isole visitate una mappa originale e poetica. Il suo andar per isole tende metaforicamente a un punto focale che è la Città, Venezia la metropoli d’acqua, che dà un senso profondo a questo mirabile viaggio, e che l’autrice celebra a suo modo, sempre con amore. Per lunga e amorosa frequentazione dei luoghi (microluoghi) e capacità di intrecciare il dato storico a quello poetico, le citazioni da cronache e documenti a leggende e battute popolari, per felicità d’ispirazione e per la struttura fatta di capitoli-luoghi, quest’opera non può non ricordare i Microcosmi di Claudio Magris.