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Di tutte le opere della nuova avanguardia italiana, quella che suscitò maggiori reazioni negative fu il Capriccio italiano. L'editore contribuì a queste polemiche, evidenziando le doti dell'autore e il suo fiuto per la direzione del vento. In pubblico e in privato, si verificarono eventi indescrivibili, e per alcuni, rievocare quei momenti potrebbe risultare sgradevole, soprattutto ora che Sanguineti è ammirato. Un critico affermò che nel libro mancavano immaginazione e intelligenza, mentre un altro scrisse una lettera aperta a un giovane poeta emiliano, futuro simbolo della banalità letteraria italiana, consolandolo per la sua frustrazione. Nonostante le critiche, il Capriccio italiano ebbe successo e contribuì a cambiare la letteratura italiana, ricevendo più edizioni e traduzioni in varie lingue, diventando così un classico. Anni dopo, Sanguineti spiegò in una lezione a Venezia il suo intento: scrivere in un contesto storico che aveva dissolto mito e fiaba, aspirando a raccontare una storia significativa, vera e falsa. Utilizzando il sogno come modello, cercava di risalire verso una percezione narrativa precisa, esplorando la filogenesi del romanzo. Adottando un linguaggio onirico e un lessico regressivo, Sanguineti mirava a risolvere i propri problemi di stile attraverso una sintassi deficiente e sorprendente.
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Capriccio italiano, Edoardo Sanguineti
- Lingua
- Pubblicato
- 1987
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- (In brossura)
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- Titolo
- Capriccio italiano
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Edoardo Sanguineti
- Editore
- Feltrinelli
- Pubblicato
- 1987
- Formato
- In brossura
- ISBN10
- 8807050439
- ISBN13
- 9788807050435
- Serie
- Tag
- Narrativa, Tema stórico, Temi psicologici, Tematica filosofica, Romanzi sociali, Letteratura Italiana, Critica sociale
- Valutazione
- 3,85 su 5
- Descrizione
- Di tutte le opere della nuova avanguardia italiana, quella che suscitò maggiori reazioni negative fu il Capriccio italiano. L'editore contribuì a queste polemiche, evidenziando le doti dell'autore e il suo fiuto per la direzione del vento. In pubblico e in privato, si verificarono eventi indescrivibili, e per alcuni, rievocare quei momenti potrebbe risultare sgradevole, soprattutto ora che Sanguineti è ammirato. Un critico affermò che nel libro mancavano immaginazione e intelligenza, mentre un altro scrisse una lettera aperta a un giovane poeta emiliano, futuro simbolo della banalità letteraria italiana, consolandolo per la sua frustrazione. Nonostante le critiche, il Capriccio italiano ebbe successo e contribuì a cambiare la letteratura italiana, ricevendo più edizioni e traduzioni in varie lingue, diventando così un classico. Anni dopo, Sanguineti spiegò in una lezione a Venezia il suo intento: scrivere in un contesto storico che aveva dissolto mito e fiaba, aspirando a raccontare una storia significativa, vera e falsa. Utilizzando il sogno come modello, cercava di risalire verso una percezione narrativa precisa, esplorando la filogenesi del romanzo. Adottando un linguaggio onirico e un lessico regressivo, Sanguineti mirava a risolvere i propri problemi di stile attraverso una sintassi deficiente e sorprendente.


