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Radici è uno dei primi album di Francesco Guccini, e rappresenta il cuore della sua ispirazione artistica. Le radici lo legano a Pavana, un piccolo paese tra Emilia e Toscana, dove si trova il mulino di famiglia, un luogo ormai quasi disabitato e silenzioso. Qui, il narratore evoca i suoni di un tempo lontano, quando la montagna era viva e accogliente per chi la rispettava. Rinascono così personaggi, mestieri e speranze: gli artigiani al lavoro, i primi sguardi scambiati con le ragazze in vacanza, i giochi e i frutti della terra, creando un orizzonte piccolo ma aperto all'infinito della fantasia. Tra elegia e ballata, queste pagine cercano le parole giuste per nominare ricordi e persone del passato; la malinconia è temperata dalla capacità di sorridere delle cose umane e dalla precisione con cui vengono rievocati gesti e atmosfere di vite non illustri ma significative. Anche se Francesco Guccini non canta più, la sua voce si leva di nuovo, alta e piena di poesia, per offrirci un'opera che è testamento e testimone, in attesa di una nuova aurora.
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Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto, Francesco Guccini
- Lingua
- Pubblicato
- 2019
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- (Copertina rigida)
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- Titolo
- Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Francesco Guccini
- Editore
- Scrittori Giunti
- Pubblicato
- 2019
- Formato
- Copertina rigida
- Pagine
- 283
- ISBN10
- 880988552X
- ISBN13
- 9788809885523
- Serie
- Valutazione
- 2,9 su 5
- Descrizione
- Radici è uno dei primi album di Francesco Guccini, e rappresenta il cuore della sua ispirazione artistica. Le radici lo legano a Pavana, un piccolo paese tra Emilia e Toscana, dove si trova il mulino di famiglia, un luogo ormai quasi disabitato e silenzioso. Qui, il narratore evoca i suoni di un tempo lontano, quando la montagna era viva e accogliente per chi la rispettava. Rinascono così personaggi, mestieri e speranze: gli artigiani al lavoro, i primi sguardi scambiati con le ragazze in vacanza, i giochi e i frutti della terra, creando un orizzonte piccolo ma aperto all'infinito della fantasia. Tra elegia e ballata, queste pagine cercano le parole giuste per nominare ricordi e persone del passato; la malinconia è temperata dalla capacità di sorridere delle cose umane e dalla precisione con cui vengono rievocati gesti e atmosfere di vite non illustri ma significative. Anche se Francesco Guccini non canta più, la sua voce si leva di nuovo, alta e piena di poesia, per offrirci un'opera che è testamento e testimone, in attesa di una nuova aurora.


