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Chi sono io per giudicare?

Perché voglio che la Chiesa sia inquieta

Autori

  • AA.VV.

Parametri

  • 227pagine
  • 8 ore di lettura

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«L'umiltà evangelica porta a non puntare il dito contro gli altri per giudicarli, ma a tendere loro la mano per rialzarli, senza mai sentirsi superiori». Con queste parole, papa Francesco ha aperto il Sinodo sulla famiglia, invitando a praticare il comandamento di Gesù: «Non giudicate, per non essere giudicati». Temi come sessualità, unioni omosessuali, contraccezione, coppie di fatto, nuove famiglie, libertà religiosa, ecologia, finanza e nuove povertà pongono interrogativi su libertà di coscienza e dottrina cristiana. Papa Bergoglio offre una lettura riformatrice e umana, che coinvolge anche i non credenti e suscita dibattiti accesi. L'indurimento del cuore giudicante, definito "sclerocardia", deriva dalla chiusura dell'io su se stesso, un'isolamento egoista che ignora la dignità delle persone. È necessario trasformare il "cuore di pietra" in un "cuore di carne". Solo le parole del Vangelo, che lasceremo cadere nel nostro spirito rigido, possono renderlo palpitante e compassionevole.

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Chi sono io per giudicare?, AA.VV.

Lingua
Pubblicato
2016
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(Copertina rigida),
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In buone condizioni
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4,79 €

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Titolo
Chi sono io per giudicare?
Sottotitolo
Perché voglio che la Chiesa sia inquieta
Lingua
Italiano
Autori
AA.VV.
Pubblicato
2016
Formato
Copertina rigida
Pagine
227
ISBN10
8856653311
ISBN13
9788856653311
Serie
Descrizione
«L'umiltà evangelica porta a non puntare il dito contro gli altri per giudicarli, ma a tendere loro la mano per rialzarli, senza mai sentirsi superiori». Con queste parole, papa Francesco ha aperto il Sinodo sulla famiglia, invitando a praticare il comandamento di Gesù: «Non giudicate, per non essere giudicati». Temi come sessualità, unioni omosessuali, contraccezione, coppie di fatto, nuove famiglie, libertà religiosa, ecologia, finanza e nuove povertà pongono interrogativi su libertà di coscienza e dottrina cristiana. Papa Bergoglio offre una lettura riformatrice e umana, che coinvolge anche i non credenti e suscita dibattiti accesi. L'indurimento del cuore giudicante, definito "sclerocardia", deriva dalla chiusura dell'io su se stesso, un'isolamento egoista che ignora la dignità delle persone. È necessario trasformare il "cuore di pietra" in un "cuore di carne". Solo le parole del Vangelo, che lasceremo cadere nel nostro spirito rigido, possono renderlo palpitante e compassionevole.