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Le ragazzacce

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  • 232pagine
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Ci sono i carnefici e ci sono le vittime, i carcerieri e le carcerate. C’è la cella d’isolamento con i suoi tentati suicidi, le regole ferree della convivenza tra le detenute e la stretta sorveglianza delle guardie; tanto stretta da arrivare spesso fino al sopruso e alla violenza. E poi, naturalmente, c’è il fuori, la città con le sue strade, i suoi pub e i suoi appartamenti, le persone libere, la vita che dovrebbe essere normale. Louise Forrest appartiene a questa vita, alla città: ma per il suo lavoro di psichiatra appartiene anche un po’ al carcere in cui lavora da qualche mese. L’incontro con Helen, la più fragile delle detenute, con un passato misterioso e terrificante fatto di indicibili violenze prima subite e poi perpetrate, che emergono lentamente dalla memoria, cambia la vita della psichiatra e tutto improvvisamente precipita. Non c’è più nulla del passato che si possa tacere: nessuna crudeltà, nessuna sofferenza, nessuna orribile bugia. Un romanzo dove non c’è redenzione possibile né dal dolore né dalla violenza o dalla colpa: nonostante gli sforzi per incontrarsi e per capirsi, nonostante la fiducia e il desiderio di non lasciarsi sole, le donne si muovono in un mondo da cui pare bandita l’innocenza, in cui tutti sono vittime e tutti sono carnefici, di se stessi e degli altri. Un’immensa, sconfinata prigione.

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Le ragazzacce, Susanna Moore

Lingua
Pubblicato
2008
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(In brossura)
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Lingua
Italiano
Pubblicato
2008
Formato
In brossura
Pagine
232
ISBN10
8860882303
ISBN13
9788860882301
Serie
Valutazione
2,75 su 5
Descrizione
Ci sono i carnefici e ci sono le vittime, i carcerieri e le carcerate. C’è la cella d’isolamento con i suoi tentati suicidi, le regole ferree della convivenza tra le detenute e la stretta sorveglianza delle guardie; tanto stretta da arrivare spesso fino al sopruso e alla violenza. E poi, naturalmente, c’è il fuori, la città con le sue strade, i suoi pub e i suoi appartamenti, le persone libere, la vita che dovrebbe essere normale. Louise Forrest appartiene a questa vita, alla città: ma per il suo lavoro di psichiatra appartiene anche un po’ al carcere in cui lavora da qualche mese. L’incontro con Helen, la più fragile delle detenute, con un passato misterioso e terrificante fatto di indicibili violenze prima subite e poi perpetrate, che emergono lentamente dalla memoria, cambia la vita della psichiatra e tutto improvvisamente precipita. Non c’è più nulla del passato che si possa tacere: nessuna crudeltà, nessuna sofferenza, nessuna orribile bugia. Un romanzo dove non c’è redenzione possibile né dal dolore né dalla violenza o dalla colpa: nonostante gli sforzi per incontrarsi e per capirsi, nonostante la fiducia e il desiderio di non lasciarsi sole, le donne si muovono in un mondo da cui pare bandita l’innocenza, in cui tutti sono vittime e tutti sono carnefici, di se stessi e degli altri. Un’immensa, sconfinata prigione.