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- 100pagine
- 4 ore di lettura
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A partire dal famoso Articolo dei Lucciole, scritto da Pier Paolo Pasolini nel 1975, Didi-Huberman difende la sopravvivenza dell'esperienza e dell'immagine, in un testo che rappresenta una grande svolta nella storia dell'arte. La sopravvivenza delle lucciole analizza l'opera di Pasolini, stabilendo connessioni con il pensiero di altri intellettuali, specialmente quello di Giorgio Agamben. Le lucciole rappresentano le diverse forme di resistenza della cultura, del pensiero e del corpo di fronte alle luci abbaglianti del potere della politica, dei media e della merce. La visione apocalittica di Pasolini, espressa nella sua affermazione “non esistono più esseri umani”, e quella di Agamben, secondo cui l'uomo contemporaneo è “privo della sua esperienza”, costituiscono uno dei poli della discussione stabilita da Didi-Huberman. L'autore ricorre al lavoro di Walter Benjamin “Immagine Dialettica” per dimostrare che l'esperienza è ancora possibile nel mondo contemporaneo.
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Come le lucciole. Una politica della sopravvivenza, Georges Didi Huberman
- Lingua
- Pubblicato
- 2010
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- (In brossura)
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- Titolo
- Come le lucciole. Una politica della sopravvivenza
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Georges Didi Huberman
- Editore
- Bollati Boringhieri
- Pubblicato
- 2010
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 100
- ISBN10
- 8833920550
- ISBN13
- 9788833920559
- Serie
- Tag
- Saggistica, Scienze sociali, Arte / Cultura, Letteratura mondiale, Scienze politiche & Politica, Tematica filosofica, Storia e teoria dell’arte, Storia dell'arte, Critica sociale, Storia Culturale
- Valutazione
- 3,6 su 5
- Descrizione
- A partire dal famoso Articolo dei Lucciole, scritto da Pier Paolo Pasolini nel 1975, Didi-Huberman difende la sopravvivenza dell'esperienza e dell'immagine, in un testo che rappresenta una grande svolta nella storia dell'arte. La sopravvivenza delle lucciole analizza l'opera di Pasolini, stabilendo connessioni con il pensiero di altri intellettuali, specialmente quello di Giorgio Agamben. Le lucciole rappresentano le diverse forme di resistenza della cultura, del pensiero e del corpo di fronte alle luci abbaglianti del potere della politica, dei media e della merce. La visione apocalittica di Pasolini, espressa nella sua affermazione “non esistono più esseri umani”, e quella di Agamben, secondo cui l'uomo contemporaneo è “privo della sua esperienza”, costituiscono uno dei poli della discussione stabilita da Didi-Huberman. L'autore ricorre al lavoro di Walter Benjamin “Immagine Dialettica” per dimostrare che l'esperienza è ancora possibile nel mondo contemporaneo.


