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Sinistrati

Storia sentimentale di una catastrofe politica

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I sinistrati siamo noi. Brutalizzati alle elezioni, battuti culturalmente, spintonati ai margini di una società cattiva. Alcuni legati a un'idea troppo razionale di riforme difficili, altri pervasi dalla nostalgia di rivoluzioni impossibili. Risultato: I care. We can. They win. Edmondo Berselli descrive, con affetto, la storia e la malattia dei sinistrati italiani, e formula senza pietà la relativa diagnosi. L'Italia va a destra, ritrova nel partito di Berlusconi il clima confortevole di una dc senza preti, mentre le corporazioni prosperano e la concorrenza latita. C'è una speranza per la sinistra e i sinistrati? Oppure li attende un deserto infinito, e la condanna di attraversarlo fra miraggi crudeli? Forse, ormai si è di sinistra solo sulla scia di un sentimento, di una memoria, di una nostalgia. Siamo alieni in politica, stranieri in patria, perplessi nel mondo. L'unica vera risorsa è l'ironia, che consente di dire a noi stessi, per consolazione, come in un vecchio film di Totò: "Sinistri si nasce. E anch'io, modestamente, lo nacqui".

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Sinistrati, Edmondo Berselli

Lingua
Pubblicato
2008
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(Copertina rigida)
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Titolo
Sinistrati
Sottotitolo
Storia sentimentale di una catastrofe politica
Lingua
Italiano
Pubblicato
2008
Formato
Copertina rigida
ISBN10
8804584041
ISBN13
9788804584049
Serie
Valutazione
3,45 su 5
Descrizione
I sinistrati siamo noi. Brutalizzati alle elezioni, battuti culturalmente, spintonati ai margini di una società cattiva. Alcuni legati a un'idea troppo razionale di riforme difficili, altri pervasi dalla nostalgia di rivoluzioni impossibili. Risultato: I care. We can. They win. Edmondo Berselli descrive, con affetto, la storia e la malattia dei sinistrati italiani, e formula senza pietà la relativa diagnosi. L'Italia va a destra, ritrova nel partito di Berlusconi il clima confortevole di una dc senza preti, mentre le corporazioni prosperano e la concorrenza latita. C'è una speranza per la sinistra e i sinistrati? Oppure li attende un deserto infinito, e la condanna di attraversarlo fra miraggi crudeli? Forse, ormai si è di sinistra solo sulla scia di un sentimento, di una memoria, di una nostalgia. Siamo alieni in politica, stranieri in patria, perplessi nel mondo. L'unica vera risorsa è l'ironia, che consente di dire a noi stessi, per consolazione, come in un vecchio film di Totò: "Sinistri si nasce. E anch'io, modestamente, lo nacqui".