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I fiumi profondi

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È raro imbattersi in un libro così incandescente, dove l'autore ha riversato tutta la sua essenza. Questo romanzo si distingue come uno dei più intensi della letteratura sudamericana. Il protagonista, Ernesto, emerge dalla memoria autobiografica dello scrittore: entrambi sono figli di avvocati di provincia e hanno vagabondato per anni tra i paesi delle Ande peruviane, senza mai riuscire a stabilirsi. Ernesto ricorda i momenti in cui partiva proprio quando i dettagli del luogo iniziavano a far parte della sua memoria. Durante l'assenza del padre in carcere, è stato cresciuto dalle "mamme" di una comunità indiana, che gli hanno trasmesso una tenerezza inestimabile. Queste esperienze, il contatto con la natura e la crescita in un mondo arcaico, hanno profondamente influenzato il suo carattere. In collegio ad Abancay, Ernesto vive nel ricordo dei suoi amici indios e dei paesaggi austeri che lo circondavano. La vita dei compagni bianchi gli scorre accanto senza coinvolgerlo; i suoi legami con la realtà sono gli oggetti e i volti che evocano la sua felice vita tra gli indios. Quando ad Abancay scoppiano tumulto e peste, Ernesto sembra ritrovare se stesso, percependo in questi eventi il segno di un destino superiore e partecipando a essi come se fosse guidato da forze magiche.

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I fiumi profondi, José María Arguedas

Lingua
Pubblicato
1982
Rilegatura
(In brossura),
Condizioni del libro
Danneggiato
Prezzo
10,28 €

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Titolo
I fiumi profondi
Lingua
Italiano
Pubblicato
1982
Formato
In brossura
ISBN10
8806051784
ISBN13
9788806051785
Serie
Descrizione
È raro imbattersi in un libro così incandescente, dove l'autore ha riversato tutta la sua essenza. Questo romanzo si distingue come uno dei più intensi della letteratura sudamericana. Il protagonista, Ernesto, emerge dalla memoria autobiografica dello scrittore: entrambi sono figli di avvocati di provincia e hanno vagabondato per anni tra i paesi delle Ande peruviane, senza mai riuscire a stabilirsi. Ernesto ricorda i momenti in cui partiva proprio quando i dettagli del luogo iniziavano a far parte della sua memoria. Durante l'assenza del padre in carcere, è stato cresciuto dalle "mamme" di una comunità indiana, che gli hanno trasmesso una tenerezza inestimabile. Queste esperienze, il contatto con la natura e la crescita in un mondo arcaico, hanno profondamente influenzato il suo carattere. In collegio ad Abancay, Ernesto vive nel ricordo dei suoi amici indios e dei paesaggi austeri che lo circondavano. La vita dei compagni bianchi gli scorre accanto senza coinvolgerlo; i suoi legami con la realtà sono gli oggetti e i volti che evocano la sua felice vita tra gli indios. Quando ad Abancay scoppiano tumulto e peste, Ernesto sembra ritrovare se stesso, percependo in questi eventi il segno di un destino superiore e partecipando a essi come se fosse guidato da forze magiche.