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I dodici abati di Challant

Il miracolo di santa Odilia. Gli occhi dell'imperatore

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  • 379pagine
  • 14 ore di lettura

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Un feudatario eredita un castello con la clausola di mantener fede a un maligno obbligo di castità. Dodici abati si assumono l'incarico di vegliare sull'osservanza dell'impegno, ma scompaiono tutti in una successione di morti misteriose, vittime di banali ed emblematici incidenti. Madonne belle e spregiudicate, castellane e pretesse, filosofi inquisiti dal tribunale ecclesiastico, scudieri e monaci, diavoli e magie sulfuree, letture testamentarie e tentazioni carnali, audaciee santi tatragoni e poi ancora... la bella Maravì insonne d'amore, nostalgie, cavalcate serotine, inventori e chirurghi dei trapianti in odore di eresia e persino un bambino e il suo gatto Mirò. Siamo in un tardo Medioevo maliziosamente ingenuo che sembra vero ma forse non lo è, tra memoria iconografica, situazioni fiabesche e, sottesi, i problemi di ogni tempo e proiezioni autobiografiche. Un romanzo divertente e colto, scintillante di invenzioni, di sensualità e arguzia, in cui l'autrice approda a una visione fantastica e affettuosamente ironica della realtà espressa con inventiva linguistica e retorica non ignara della parafrasi e della parodia.

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I dodici abati di Challant, Laura Mancinelli

Lingua
Pubblicato
2005
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(In brossura)
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Sottotitolo
Il miracolo di santa Odilia. Gli occhi dell'imperatore
Lingua
Italiano
Editore
Einaudi
Pubblicato
2005
Formato
In brossura
Pagine
379
ISBN10
8806137891
ISBN13
9788806137892
Serie
Titolo originale
I dodici abati di Challant
Valutazione
3,2 su 5
Descrizione
Un feudatario eredita un castello con la clausola di mantener fede a un maligno obbligo di castità. Dodici abati si assumono l'incarico di vegliare sull'osservanza dell'impegno, ma scompaiono tutti in una successione di morti misteriose, vittime di banali ed emblematici incidenti. Madonne belle e spregiudicate, castellane e pretesse, filosofi inquisiti dal tribunale ecclesiastico, scudieri e monaci, diavoli e magie sulfuree, letture testamentarie e tentazioni carnali, audaciee santi tatragoni e poi ancora... la bella Maravì insonne d'amore, nostalgie, cavalcate serotine, inventori e chirurghi dei trapianti in odore di eresia e persino un bambino e il suo gatto Mirò. Siamo in un tardo Medioevo maliziosamente ingenuo che sembra vero ma forse non lo è, tra memoria iconografica, situazioni fiabesche e, sottesi, i problemi di ogni tempo e proiezioni autobiografiche. Un romanzo divertente e colto, scintillante di invenzioni, di sensualità e arguzia, in cui l'autrice approda a una visione fantastica e affettuosamente ironica della realtà espressa con inventiva linguistica e retorica non ignara della parafrasi e della parodia.