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L'unica cosa che conta

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  • 130pagine
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C'era una pianta rigogliosa, con grandi rami e foglie verdi come smeraldo, che attirava l'ammirazione di tutti. Aveva trovato il suo posto nel parco, donando freschezza e serenità a chi cercava riparo sotto la sua ombra. Si sentiva apprezzata e soddisfatta, vivendo la vita che desiderava. Tuttavia, la sua felicità venne scossa quando notò piccole escrescenze sui suoi rami, estranee al suo essere e al suo mondo. Si chiedeva se fosse malata, mentre strani insetti e pollini invadevano il suo spazio vitale, accompagnati da un profumo mai sentito prima. "Che cos'è quest'odore?" si domandava, percependo un disagio profondo. Non si sentiva più padrona della sua vita e l'interesse per le persone che si riposavano alla sua ombra svanì. Quegli ingombri le apparivano come invasioni, estranee alla sua essenza. Non capiva cosa stesse accadendo: stava fiorendo, ma lottava contro la forza creativa che la abitava. Combatteva contro il centro di se stessa, l'aroma e la bellezza della sua anima, oppressa da ciò che considerava un nemico. Si trovava in conflitto con l'unica cosa che conta nella vita: fiorire.

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L'unica cosa che conta, Raffaele Morelli

Lingua
Pubblicato
2012
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(In brossura)
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Titolo
L'unica cosa che conta
Lingua
Italiano
Editore
Mondadori
Pubblicato
2012
Formato
In brossura
Pagine
130
ISBN10
8866210226
ISBN13
9788866210221
Serie
Valutazione
3,1 su 5
Descrizione
C'era una pianta rigogliosa, con grandi rami e foglie verdi come smeraldo, che attirava l'ammirazione di tutti. Aveva trovato il suo posto nel parco, donando freschezza e serenità a chi cercava riparo sotto la sua ombra. Si sentiva apprezzata e soddisfatta, vivendo la vita che desiderava. Tuttavia, la sua felicità venne scossa quando notò piccole escrescenze sui suoi rami, estranee al suo essere e al suo mondo. Si chiedeva se fosse malata, mentre strani insetti e pollini invadevano il suo spazio vitale, accompagnati da un profumo mai sentito prima. "Che cos'è quest'odore?" si domandava, percependo un disagio profondo. Non si sentiva più padrona della sua vita e l'interesse per le persone che si riposavano alla sua ombra svanì. Quegli ingombri le apparivano come invasioni, estranee alla sua essenza. Non capiva cosa stesse accadendo: stava fiorendo, ma lottava contro la forza creativa che la abitava. Combatteva contro il centro di se stessa, l'aroma e la bellezza della sua anima, oppressa da ciò che considerava un nemico. Si trovava in conflitto con l'unica cosa che conta nella vita: fiorire.