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Voragine

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Ai margini di una città assediata e distrutta, vive Giovanni, in una casa su terra ghiacciata, vicino a un acquedotto romano e a una ferrovia morta. Qui, Giovanni perde il padre e il fratello, e da questo luogo viene cacciato, iniziando un vagabondaggio tra tunnel, rovine e uomini spaventati, dominati da un istinto di sopravvivenza. Una voce lo segue, spingendolo a testimoniare la fine di un mondo in continua decadenza, un assedio che è sempre presente. Questa voce, simile a quella di un profeta retroattivo, registra la violenza senza emozione, ma è ipnotizzata dalla materia. Parla da un buio interiore, accompagnando Giovanni tra macerie e uomini ciechi che si divorano l’un l’altro, in un paesaggio metafisico di incubi e supermercati saccheggiati, in una regione più oscura del sonno. L’opera presenta un’apocalisse di rottami e l’endoscheletro di un romanzo di formazione. L’esordio di Andrea Esposito, un narratore che, come un Piranesi distopico, trascina le sue rovine in un futuro anteriore, racconta una ferocia che è organismo e linguaggio, componendo la fiaba nera di un passato in macerie e di un presente orfano.

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Voragine, Andrea Esposito

Lingua
Pubblicato
2018
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(In brossura)
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Titolo
Voragine
Lingua
Italiano
Pubblicato
2018
Formato
In brossura
Pagine
190
ISBN10
8842824291
ISBN13
9788842824299
Serie
Valutazione
3,85 su 5
Descrizione
Ai margini di una città assediata e distrutta, vive Giovanni, in una casa su terra ghiacciata, vicino a un acquedotto romano e a una ferrovia morta. Qui, Giovanni perde il padre e il fratello, e da questo luogo viene cacciato, iniziando un vagabondaggio tra tunnel, rovine e uomini spaventati, dominati da un istinto di sopravvivenza. Una voce lo segue, spingendolo a testimoniare la fine di un mondo in continua decadenza, un assedio che è sempre presente. Questa voce, simile a quella di un profeta retroattivo, registra la violenza senza emozione, ma è ipnotizzata dalla materia. Parla da un buio interiore, accompagnando Giovanni tra macerie e uomini ciechi che si divorano l’un l’altro, in un paesaggio metafisico di incubi e supermercati saccheggiati, in una regione più oscura del sonno. L’opera presenta un’apocalisse di rottami e l’endoscheletro di un romanzo di formazione. L’esordio di Andrea Esposito, un narratore che, come un Piranesi distopico, trascina le sue rovine in un futuro anteriore, racconta una ferocia che è organismo e linguaggio, componendo la fiaba nera di un passato in macerie e di un presente orfano.