Bookbot

Dizionario delle cose perdute

Valutazione del libro

Parametri

  • 142pagine
  • 5 ore di lettura

Maggiori informazioni sul libro

C'era una volta... cosa c'era una volta? C'era la banana, non il frutto, ma l'acconciatura arrotolata che i bambini subivano e detestavano, considerata imprescindibile dai genitori. Questi, per gustare un buon espresso, dovevano entrare al bar e chiedere un "caffè caffè", altrimenti avrebbero bevuto caffè d'orzo. Per scrivere, non c'erano sms o e-mail; si doveva combattere con i pennini e uscire da scuola imbrattati d'inchiostro. Si poteva andare dal tabacchino e comprare una sola sigaretta, fumandola dove si voleva, senza divieti, mentre i non fumatori erano malvisti. I bambini non cambiavano guardaroba ogni stagione, indossando braghe corte anche d'inverno e costumi di lana d'estate. Senza la Playstation, si giocava per strada, divertendosi forse di più. Al cinema, pioveva... Con nostalgia, poesia e ironia, l'autore osserva oggetti, situazioni ed emozioni di un passato che rischia di andare perduto, sepolto nella soffitta del tempo insieme a oggetti come il telefono di bachelite. È un viaggio nella vita di ieri, che si legge come un romanzo, rivelando un'archeologia "vicina" di noi stessi che ci commuove e ci diverte, parlando di come siamo diventati.

Pubblicazione

Acquisto del libro

Dizionario delle cose perdute, Francesco Guccini

Lingua
Pubblicato
2013
product-detail.submit-box.info.binding
(In brossura)
Non disponiamo più di questa copia specifica.
o
Visualizza l'edizione disponibile

Metodi di pagamento

3,4
Ok
330 Valutazioni

Qui potrebbe esserci la tua recensione.

Lingua
Italiano
Editore
Mondadori
Pubblicato
2013
Formato
In brossura
Pagine
142
ISBN10
8804626062
ISBN13
9788804626060
Serie
Valutazione
3,35 su 5
Descrizione
C'era una volta... cosa c'era una volta? C'era la banana, non il frutto, ma l'acconciatura arrotolata che i bambini subivano e detestavano, considerata imprescindibile dai genitori. Questi, per gustare un buon espresso, dovevano entrare al bar e chiedere un "caffè caffè", altrimenti avrebbero bevuto caffè d'orzo. Per scrivere, non c'erano sms o e-mail; si doveva combattere con i pennini e uscire da scuola imbrattati d'inchiostro. Si poteva andare dal tabacchino e comprare una sola sigaretta, fumandola dove si voleva, senza divieti, mentre i non fumatori erano malvisti. I bambini non cambiavano guardaroba ogni stagione, indossando braghe corte anche d'inverno e costumi di lana d'estate. Senza la Playstation, si giocava per strada, divertendosi forse di più. Al cinema, pioveva... Con nostalgia, poesia e ironia, l'autore osserva oggetti, situazioni ed emozioni di un passato che rischia di andare perduto, sepolto nella soffitta del tempo insieme a oggetti come il telefono di bachelite. È un viaggio nella vita di ieri, che si legge come un romanzo, rivelando un'archeologia "vicina" di noi stessi che ci commuove e ci diverte, parlando di come siamo diventati.