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K2. La verità. Storia di un caso

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  • 424pagine
  • 15 ore di lettura

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Cosa accadde davvero, la notte del 30 luglio 1954, tra l'ottavo campo e il nono campo della spedizione italiana impegnata a conquistare il K2? Come hanno potuto reggere - davanti a documentazioni fotografiche e a testimonianze inequivocabili - le velenose insinuazioni, le versioni che parlavano di sabotaggio delle bombole a ossigeno portate in quota, con grandissimo rischio, da Bonatti stesso e dall'hunza Mahdi e destinate all'ultimo balzo di Compagnoni e Lacedelli? Bonatti, riepilogando fatti e testimonianze, documenti e inchieste, elimina ogni possibile dubbio su come siano andate davvero le cose. Con la determinazione che ha accompagnato ogni tratto della sua vita indica, in pagine piene di tensione e di passione, anche il «lato oscuro» di quell'impresa. Vale a dire la complicità, le omissioni, le responsabilità di coloro che , manipolando le relazioni ufficiali e parandosi dietro le organizzazioni più autorevoli dell'alpinismo italiano, hanno consentito che la verità sul K2 venisse umiliata. E che, per decenni, un uomo giusto fosse ferito dalla calunnia e dalla menzogna.

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K2. La verità. Storia di un caso, Walter Bonatti, Rossana Podestà

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Pubblicato
2014
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(In brossura)
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Titolo
K2. La verità. Storia di un caso
Lingua
Italiano
Editore
Rizzoli
Pubblicato
2014
Formato
In brossura
Pagine
424
ISBN10
8817072672
ISBN13
9788817072670
Serie
Descrizione
Cosa accadde davvero, la notte del 30 luglio 1954, tra l'ottavo campo e il nono campo della spedizione italiana impegnata a conquistare il K2? Come hanno potuto reggere - davanti a documentazioni fotografiche e a testimonianze inequivocabili - le velenose insinuazioni, le versioni che parlavano di sabotaggio delle bombole a ossigeno portate in quota, con grandissimo rischio, da Bonatti stesso e dall'hunza Mahdi e destinate all'ultimo balzo di Compagnoni e Lacedelli? Bonatti, riepilogando fatti e testimonianze, documenti e inchieste, elimina ogni possibile dubbio su come siano andate davvero le cose. Con la determinazione che ha accompagnato ogni tratto della sua vita indica, in pagine piene di tensione e di passione, anche il «lato oscuro» di quell'impresa. Vale a dire la complicità, le omissioni, le responsabilità di coloro che , manipolando le relazioni ufficiali e parandosi dietro le organizzazioni più autorevoli dell'alpinismo italiano, hanno consentito che la verità sul K2 venisse umiliata. E che, per decenni, un uomo giusto fosse ferito dalla calunnia e dalla menzogna.