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L'armata a cavallo. Diario 1920

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Al seguito dell'armata a cavallo sovietica del generale Budënnyj, che combatte sul fronte polacco nel 1920, Babel' racconta la sua guerra civile: episodi di terribili massacri, di figli che fucilano i padri controrivoluzionari, di cosacchi che tagliano la testa a vecchi ebrei. Lo scontro fra due mondi, uno antico, ricco di cultura e di tradizioni, l'altro che nasce, il mondo della rivoluzione, della violenza, della libertà. Uno dei libri più belli della letteratura sovietica degli anni venti e l’espressione più autentica della guerra rivoluzionaria, ma anche un libro che irritò profondamente il regime sovietico e che portò nel 1937 all’arresto dell’autore sotto l’accusa di trockismo e alla sua fucilazione in un campo di concentramento. In appendice, in edizione integrale, il Diario che Babel’ scrive combattendo con i cavalleggeri rossi di Budënnyj, nel quale annota i singoli episodi di una guerra impietosa, le figure storiche di comandanti e commissari politici, gli atti di eroismo e di crudeltà: "Questa non è una rivoluzione marxista ma una insurrezione cosacca, che vuole vincere tutto e non perdere niente".

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L'armata a cavallo. Diario 1920, Isaak Emmanuelovič Babel, Costantino Di Paola

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Pubblicato
1994
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(In brossura)
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Lingua
Italiano
Pubblicato
1994
Formato
In brossura
Pagine
313
ISBN10
8831760165
ISBN13
9788831760164
Serie
Titolo originale
Konarmija
Valutazione
4,1 su 5
Descrizione
Al seguito dell'armata a cavallo sovietica del generale Budënnyj, che combatte sul fronte polacco nel 1920, Babel' racconta la sua guerra civile: episodi di terribili massacri, di figli che fucilano i padri controrivoluzionari, di cosacchi che tagliano la testa a vecchi ebrei. Lo scontro fra due mondi, uno antico, ricco di cultura e di tradizioni, l'altro che nasce, il mondo della rivoluzione, della violenza, della libertà. Uno dei libri più belli della letteratura sovietica degli anni venti e l’espressione più autentica della guerra rivoluzionaria, ma anche un libro che irritò profondamente il regime sovietico e che portò nel 1937 all’arresto dell’autore sotto l’accusa di trockismo e alla sua fucilazione in un campo di concentramento. In appendice, in edizione integrale, il Diario che Babel’ scrive combattendo con i cavalleggeri rossi di Budënnyj, nel quale annota i singoli episodi di una guerra impietosa, le figure storiche di comandanti e commissari politici, gli atti di eroismo e di crudeltà: "Questa non è una rivoluzione marxista ma una insurrezione cosacca, che vuole vincere tutto e non perdere niente".