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Dissipatio H.G.

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Ultimo romanzo di Morselli, scritto poco prima della sua tragica scomparsa, è il suo libro più personale e segreto, dove il maestro del mimetismo si pone direttamente sulla scena. Il protagonista, un uomo lucido, ironico e ipocondriaco, decide di annegarsi in un laghetto di montagna, ma cambia idea e scopre che l'umanità è scomparsa nel breve intervallo. Così, paradossalmente, rappresenta un singolo che non si sente adatto a rappresentare nulla, neppure se stesso. Inizia un appassionante monologo in assoluta solitudine, interrotto solo da rumori animali e macchine funzionanti, che si trasforma in un dialogo con i morti, mentre lui stesso dubita di essere vivo. Riaffiorano ricordi e particolari sepolti, mentre cerca un altro sopravvissuto, vagando tra luoghi amati e odiati. Il mondo, ora popolato da «oggetti vicini e irraggiungibili», suscita in lui il sospetto che questa realtà rappresenti una verità profonda. Rimane il mistero sul destino degli scomparsi: una migrazione collettiva o una silenziosa apocalisse? Morselli esplora le reazioni del sopravvissuto, dall'ironia all'angoscia, mentre cerca le tracce di un amico dimenticato, unico legame con il passato. In queste pagine, tra disperazione e serenità, emerge una grande immagine: nelle strade deserte di Crisopoli-Zurigo, crescono piantine selvatiche, mentre l'ultimo uomo, già solitario, siede e aspetta.

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Dissipatio H.G., Guido Morselli

Lingua
Pubblicato
1977
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Lingua
Italiano
Editore
Adelphi
Pubblicato
1977
Pagine
154
ISBN10
8845906337
ISBN13
9788845906336
Serie
Valutazione
3,6 su 5
Descrizione
Ultimo romanzo di Morselli, scritto poco prima della sua tragica scomparsa, è il suo libro più personale e segreto, dove il maestro del mimetismo si pone direttamente sulla scena. Il protagonista, un uomo lucido, ironico e ipocondriaco, decide di annegarsi in un laghetto di montagna, ma cambia idea e scopre che l'umanità è scomparsa nel breve intervallo. Così, paradossalmente, rappresenta un singolo che non si sente adatto a rappresentare nulla, neppure se stesso. Inizia un appassionante monologo in assoluta solitudine, interrotto solo da rumori animali e macchine funzionanti, che si trasforma in un dialogo con i morti, mentre lui stesso dubita di essere vivo. Riaffiorano ricordi e particolari sepolti, mentre cerca un altro sopravvissuto, vagando tra luoghi amati e odiati. Il mondo, ora popolato da «oggetti vicini e irraggiungibili», suscita in lui il sospetto che questa realtà rappresenti una verità profonda. Rimane il mistero sul destino degli scomparsi: una migrazione collettiva o una silenziosa apocalisse? Morselli esplora le reazioni del sopravvissuto, dall'ironia all'angoscia, mentre cerca le tracce di un amico dimenticato, unico legame con il passato. In queste pagine, tra disperazione e serenità, emerge una grande immagine: nelle strade deserte di Crisopoli-Zurigo, crescono piantine selvatiche, mentre l'ultimo uomo, già solitario, siede e aspetta.