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Metronomi: Degenerati

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  • 166pagine
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Charles Darwin ci ha abituati a pensare che la specie umana debba evolversi. Tuttavia, aprendo un social network, ci sembra spesso di assistere a un'involuzione, circondati da "neoscimmie", uomini degenerati con i difetti di diverse specie. Amleto De Silva, dopo 'Stronzology', torna con 'Degenerati', un pamphlet ironico e utile che offre un antidoto alla degenerazione: leggere 'Cyrano de Bergerac' e applicarne il metodo. Essere guasconi, alzare la testa e tornare alla guapparia è una pratica antica, ma ancora possibile. La guasconeria non è preclusa a nessuno; basta volerlo. De Silva presenta una serie di guappi eccellenti, intellettuali dalla scrittura forte, come Mario Giacobbe, Roberto Bracco, Ferdinando Russo, Bianciardi e Kurt Vonnegut, modelli di resistenza etica alla mediocrità e rivoluzionari. Bianciardi affermava che per portare la rivoluzione a Milano sarebbero bastati mille uomini che parlavano a voce alta e arrivavano in ritardo, uomini soli con la testa alta e nessuna voglia di obbedire a cretinaggini degenerate. Un manipolo di guasconi ghiassosi, insomma.

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Metronomi: Degenerati, Amleto De Silva

Lingua
Pubblicato
2015
Rilegatura
(In brossura)
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Titolo
Metronomi: Degenerati
Lingua
Italiano
Pubblicato
2015
Formato
In brossura
Pagine
166
ISBN10
8897089852
ISBN13
9788897089858
Serie
Valutazione
4 su 5
Descrizione
Charles Darwin ci ha abituati a pensare che la specie umana debba evolversi. Tuttavia, aprendo un social network, ci sembra spesso di assistere a un'involuzione, circondati da "neoscimmie", uomini degenerati con i difetti di diverse specie. Amleto De Silva, dopo 'Stronzology', torna con 'Degenerati', un pamphlet ironico e utile che offre un antidoto alla degenerazione: leggere 'Cyrano de Bergerac' e applicarne il metodo. Essere guasconi, alzare la testa e tornare alla guapparia è una pratica antica, ma ancora possibile. La guasconeria non è preclusa a nessuno; basta volerlo. De Silva presenta una serie di guappi eccellenti, intellettuali dalla scrittura forte, come Mario Giacobbe, Roberto Bracco, Ferdinando Russo, Bianciardi e Kurt Vonnegut, modelli di resistenza etica alla mediocrità e rivoluzionari. Bianciardi affermava che per portare la rivoluzione a Milano sarebbero bastati mille uomini che parlavano a voce alta e arrivavano in ritardo, uomini soli con la testa alta e nessuna voglia di obbedire a cretinaggini degenerate. Un manipolo di guasconi ghiassosi, insomma.