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Narziss e Pigmalione, Sfinge e Labirinto, l'arte dell'emblema, la caricatura e le manifestazioni fantastiche nell'arte, nella letteratura e nell'architettura del XIX secolo sono i temi di quest'opera del grande filosofo italiano. Agamben esplora ripetutamente il rapporto tra la cosa reale e la sua rappresentazione, come si configura specificamente nella tradizione dell'Occidente in linguaggio e arte. La lingua è da un lato il luogo in cui i fantasmi vengono (ri)prodotto e conservati, dall'altro rimane sempre una frattura incolmabile tra l'oggetto del desiderio e il tentativo di possederlo. Per questo luogo impossibile di una presa di possesso e al contempo il rifugio della cosa, si erge la stanza: il nucleo dell'arte e della poesia. La lettura di Agamben delle dottrine amorose mediche e della poesia amorosa medievale è altrettanto affascinante quanto la sua unica interpretazione della malinconia da Dürer a Freud, la sua analisi dell'opera d'arte nell'epoca della dominazione delle merci e le sue indagini sull'emblematico dal XVI secolo alla semiologia.
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Einaudi Paperbacks - 240: Stanze, Giorgio Agamben
- Lingua
- Pubblicato
- 1993
- Rilegatura
- (In brossura)
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- Titolo
- Einaudi Paperbacks - 240: Stanze
- Sottotitolo
- La parola e il fantasma nella cultura occidentale
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Giorgio Agamben
- Editore
- Einaudi Paperbacks
- Pubblicato
- 1993
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 244
- ISBN10
- 8806132830
- ISBN13
- 9788806132835
- Serie
- Tag
- Saggistica, Scienze sociali, Tema stórico, Storia, Tematica filosofica, Filosofia, Cultura e Società, Teorie Scientifiche
- Titolo originale
- Stanze
- Descrizione
- Narziss e Pigmalione, Sfinge e Labirinto, l'arte dell'emblema, la caricatura e le manifestazioni fantastiche nell'arte, nella letteratura e nell'architettura del XIX secolo sono i temi di quest'opera del grande filosofo italiano. Agamben esplora ripetutamente il rapporto tra la cosa reale e la sua rappresentazione, come si configura specificamente nella tradizione dell'Occidente in linguaggio e arte. La lingua è da un lato il luogo in cui i fantasmi vengono (ri)prodotto e conservati, dall'altro rimane sempre una frattura incolmabile tra l'oggetto del desiderio e il tentativo di possederlo. Per questo luogo impossibile di una presa di possesso e al contempo il rifugio della cosa, si erge la stanza: il nucleo dell'arte e della poesia. La lettura di Agamben delle dottrine amorose mediche e della poesia amorosa medievale è altrettanto affascinante quanto la sua unica interpretazione della malinconia da Dürer a Freud, la sua analisi dell'opera d'arte nell'epoca della dominazione delle merci e le sue indagini sull'emblematico dal XVI secolo alla semiologia.


