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- 480pagine
- 17 ore di lettura
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Facili e gustose per appagare il palato senza indurre sazietà. La tradizione italiana affida la funzione di aperitivo alla nutrita gamma di salumi nazionali: gli insaccati emiliani, il prosciutto di Parma, quello di Langhirano e quello friulano di San Daniele; il salame di Felino e di Napoli, la soppressata di Verona, la bondiola di Parma e la bresaola di Chiavenna, il culatello, la coppa, la mortadella o la salama di Ferrara. Ma in alcune zone si conserva l’abitudine di servire antipasti dal gusto robusto, come le anguille di Comacchio, il capitone romano o le sarde “in saor” veneziane; le caponate meridionali e i “grapi-pitittu” (apri-appetito) siciliani. Seguendo l’influenza della cucina francese, talvolta si ricorre ai salmoni affumicati da servire con melone, al paté di Strasburgo, ai cocktail di scampi, alle insalate di aragosta, alle tartine al formaggio o alle insalate di mare, legate con salsette morbide e appetitose. Caldi o freddi, gli antipasti non possono mancare in un buon pranzo, ma devono essere offerti con dovizia e consumati con estrema parsimonia, perché il loro compito è solo quello di stimolare l’appetito senza indurre sazietà.
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1000 ricette di antipasti, Emilia Valli
- Lingua
- Pubblicato
- 2004
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- (Copertina rigida),
- Condizioni del libro
- Danneggiato
- Prezzo
- 0,79 €
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- Lingua
- Italiano
- Autori
- Emilia Valli
- Editore
- Newton & Compton Editori
- Pubblicato
- 2004
- Formato
- Copertina rigida
- Pagine
- 480
- ISBN10
- 8854101958
- ISBN13
- 9788854101951
- Serie
- Valutazione
- 4 su 5
- Descrizione
- Facili e gustose per appagare il palato senza indurre sazietà. La tradizione italiana affida la funzione di aperitivo alla nutrita gamma di salumi nazionali: gli insaccati emiliani, il prosciutto di Parma, quello di Langhirano e quello friulano di San Daniele; il salame di Felino e di Napoli, la soppressata di Verona, la bondiola di Parma e la bresaola di Chiavenna, il culatello, la coppa, la mortadella o la salama di Ferrara. Ma in alcune zone si conserva l’abitudine di servire antipasti dal gusto robusto, come le anguille di Comacchio, il capitone romano o le sarde “in saor” veneziane; le caponate meridionali e i “grapi-pitittu” (apri-appetito) siciliani. Seguendo l’influenza della cucina francese, talvolta si ricorre ai salmoni affumicati da servire con melone, al paté di Strasburgo, ai cocktail di scampi, alle insalate di aragosta, alle tartine al formaggio o alle insalate di mare, legate con salsette morbide e appetitose. Caldi o freddi, gli antipasti non possono mancare in un buon pranzo, ma devono essere offerti con dovizia e consumati con estrema parsimonia, perché il loro compito è solo quello di stimolare l’appetito senza indurre sazietà.




