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Cavalli selvaggi

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  • 299pagine
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Nella difficile America della fine degli anni Quaranta, John Grady Cole, un ragazzo texano pieno di aspirazioni e di insoddisfazioni, lascia la sua famiglia e si avvia a cavallo, insieme all'amico Rawlins, sull'antica pista che conduce in Messico, nel nebuloso intento di ritrovare, rivivendo a modo suo l'epopea del Far West, le sue dubbie e precarie radici. Come veri cowboys, i due giovani attraversano lentamente, di bivacco in bivacco, di incontro in incontro, l'immenso territorio, alimentando strada facendo la comune speranza di garantirsi una vita migliore. Il sogno sembra coronarsi con l'arrivo nei monti del Messico, dove l'asprezza del paesaggio si circonfonde del calore vitale e della sensualità degli abitanti, fino a rappresentare in tutto e per tutto l'immagine di un Eden finalmente a portata di mano. Ma ben presto alle aure del mito subentrerà la spietatezza di una realtà che non ammette intrusioni: quel paradiso è appannaggio esclusivo di chi ci è nato e ci ha sofferto, e ai due ragazzi non resterà che tornare indietro, in un brusco congedo dai loro sogni e dalla loro gioventù.

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Cavalli selvaggi, Igor Legati, Cormac McCarthy

Lingua
Pubblicato
2003
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(Copertina rigida)
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Titolo
Cavalli selvaggi
Lingua
Italiano
Pubblicato
2003
Formato
Copertina rigida
Pagine
299
ISBN10
849620006X
ISBN13
9788496200067
Prima pubblicazione
1992
Titolo originale
All the Pretty Horses
Valutazione
4,05 su 5
Descrizione
Nella difficile America della fine degli anni Quaranta, John Grady Cole, un ragazzo texano pieno di aspirazioni e di insoddisfazioni, lascia la sua famiglia e si avvia a cavallo, insieme all'amico Rawlins, sull'antica pista che conduce in Messico, nel nebuloso intento di ritrovare, rivivendo a modo suo l'epopea del Far West, le sue dubbie e precarie radici. Come veri cowboys, i due giovani attraversano lentamente, di bivacco in bivacco, di incontro in incontro, l'immenso territorio, alimentando strada facendo la comune speranza di garantirsi una vita migliore. Il sogno sembra coronarsi con l'arrivo nei monti del Messico, dove l'asprezza del paesaggio si circonfonde del calore vitale e della sensualità degli abitanti, fino a rappresentare in tutto e per tutto l'immagine di un Eden finalmente a portata di mano. Ma ben presto alle aure del mito subentrerà la spietatezza di una realtà che non ammette intrusioni: quel paradiso è appannaggio esclusivo di chi ci è nato e ci ha sofferto, e ai due ragazzi non resterà che tornare indietro, in un brusco congedo dai loro sogni e dalla loro gioventù.