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- 166pagine
- 6 ore di lettura
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Se dovessimo indicare il libro occidentale più affine alla sapienza cinese del Tao tê ching o di Chuangtzu, sarebbe questo di Jean-Pierre de Caussade. Qui troviamo una percezione netta di quella corrente nascosta e indomabile chiamata Tao. Per Caussade, chi pratica «l’abbandono alla Provvidenza divina» si lascia sommergere da questa corrente. Jean-Pierre de Caussade, un oscuro gesuita attivo tra il 1730 e il 1740 come direttore spirituale di religiose a Nancy, scrisse parte della sua opera in forma epistolare. Le religiose, basandosi su queste lettere, compilano il trattatello qui presentato, pubblicato per la prima volta nel 1861. Da allora, è diventato un classico della spiritualità cristiana, con una fisionomia unica. Per i lettori contemporanei, spicca la perspicacia psicologica, rendendo queste pagine più utili e vivificanti di molte forme moderne di «cura dell’anima». Caussade, con dolcezza, esprime idee audaci, mostrando una conoscenza dell’anima sorprendente, simile a quella dei grandi moralisti francesi. Solo lui insegna a trovare il «grano di senape» dell’abbandono – la virtù suprema – in ogni luogo e momento, poiché «l’azione divina inonda l’universo, penetra tutte le creature, le sommerge».
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Piccola biblioteca - 239: L'abbandono alla provvidenza divina, Melisenda Calasso, Jean-Pierre de Caussade
- Lingua
- Pubblicato
- 1989
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- (In brossura)
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- Titolo
- Piccola biblioteca - 239: L'abbandono alla provvidenza divina
- Lingua
- Italiano
- Editore
- Adelphi
- Pubblicato
- 1989
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 166
- ISBN10
- 8845907082
- ISBN13
- 9788845907081
- Serie
- Tag
- Esoterismo e religione, Temi religiosi, Religione, Spiritualità e Religione, Temi cristiani, Cristianesimo, Teologia, Fede, Chiesa Cattolica
- Valutazione
- 4,3 su 5
- Descrizione
- Se dovessimo indicare il libro occidentale più affine alla sapienza cinese del Tao tê ching o di Chuangtzu, sarebbe questo di Jean-Pierre de Caussade. Qui troviamo una percezione netta di quella corrente nascosta e indomabile chiamata Tao. Per Caussade, chi pratica «l’abbandono alla Provvidenza divina» si lascia sommergere da questa corrente. Jean-Pierre de Caussade, un oscuro gesuita attivo tra il 1730 e il 1740 come direttore spirituale di religiose a Nancy, scrisse parte della sua opera in forma epistolare. Le religiose, basandosi su queste lettere, compilano il trattatello qui presentato, pubblicato per la prima volta nel 1861. Da allora, è diventato un classico della spiritualità cristiana, con una fisionomia unica. Per i lettori contemporanei, spicca la perspicacia psicologica, rendendo queste pagine più utili e vivificanti di molte forme moderne di «cura dell’anima». Caussade, con dolcezza, esprime idee audaci, mostrando una conoscenza dell’anima sorprendente, simile a quella dei grandi moralisti francesi. Solo lui insegna a trovare il «grano di senape» dell’abbandono – la virtù suprema – in ogni luogo e momento, poiché «l’azione divina inonda l’universo, penetra tutte le creature, le sommerge».
