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[Trovi un'edizione con copertina alternativa per questo ISBN qui] Ambientati a New York, quindici racconti che ruotano intorno a un personaggio chiamato Harry, che si rivela una specie di Ognuno metropolitano. In questa esemplare raccolta di quindici racconti Selby torna a occuparsi di New York, l'odiata-amata città natale nella quale aveva ambientato Ultima fermata a Brooklyn, considerato uno dei grandi romanzi americani. Qui Harry, una specie di ‟Ognuno” metropolitano, un eroe dai mille volti del quale l'autore conserva solo il nome in racconti diversi per tono e taglio, attraversa momenti di smarrimento e di violenza che la vita quotidiana non risparmia a nessuno. Ma questa volta, a differenza di quanto avveniva in Ultima fermata a Brooklyn, nella solitudine e nella disperazione che attanagliano i suoi personaggi Selby lascia filtrare un raggio di luce, come nel suggestivo testo dal quale prende il titolo la raccolta: è la possibilità di ristabilire, anche nel frenetico e per certi versi feroce scenario metropolitano, un rapporto positivo tra la propria interiorità, per quanto ferita, e il mondo circostante. Poeta di un'umanità reietta, Selby sa cogliere il ‟canto” delle cose nel silenzio della solitudine.
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Canto della neve silenziosa, Hubert Selby, Jr.
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- (In brossura)
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- Titolo
- Canto della neve silenziosa
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Hubert Selby, Jr.
- Editore
- Feltrinelli Editore
- Formato
- In brossura
- ISBN10
- 8807811588
- ISBN13
- 9788807811586
- Serie
- Tag
- Narrativa, Tema stórico, Classici, Racconti, Letteratura Americana, XX Secolo, Alcolismo, Americana, Senza fissa dimora
- Prima pubblicazione
- 1986
- Titolo originale
- Song of the Silent Snow
- Valutazione
- 3,65 su 5
- Descrizione
- [Trovi un'edizione con copertina alternativa per questo ISBN qui] Ambientati a New York, quindici racconti che ruotano intorno a un personaggio chiamato Harry, che si rivela una specie di Ognuno metropolitano. In questa esemplare raccolta di quindici racconti Selby torna a occuparsi di New York, l'odiata-amata città natale nella quale aveva ambientato Ultima fermata a Brooklyn, considerato uno dei grandi romanzi americani. Qui Harry, una specie di ‟Ognuno” metropolitano, un eroe dai mille volti del quale l'autore conserva solo il nome in racconti diversi per tono e taglio, attraversa momenti di smarrimento e di violenza che la vita quotidiana non risparmia a nessuno. Ma questa volta, a differenza di quanto avveniva in Ultima fermata a Brooklyn, nella solitudine e nella disperazione che attanagliano i suoi personaggi Selby lascia filtrare un raggio di luce, come nel suggestivo testo dal quale prende il titolo la raccolta: è la possibilità di ristabilire, anche nel frenetico e per certi versi feroce scenario metropolitano, un rapporto positivo tra la propria interiorità, per quanto ferita, e il mondo circostante. Poeta di un'umanità reietta, Selby sa cogliere il ‟canto” delle cose nel silenzio della solitudine.


