Bookbot

La prima figlia

Valutazione del libro

Parametri

  • 135pagine
  • 5 ore di lettura

Maggiori informazioni sul libro

Poliana, incinta e ricoverata per un'amniocentesi, affronta il rischio di avere un bambino con la sindrome di Down. A quarant'anni, non ha mai considerato il feto come un bambino, ma piuttosto come un'entità provvisoria, il cui futuro dipende dall'esito dell'esame. Si trova in un conflitto interiore: ora che ha permesso alla sua bambina di esistere, come potrebbe liberarsene se l'esito fosse negativo? Attraverso la fantasia, immagina la vita con una figlia con disabilità, contemplando le gioie e le sfide che ciò comporterebbe. In un momento di chiarezza, dichiara di voler tenere il bambino, anche in caso di sindrome di Down. La narrazione esplora il conflitto tra cuore e ragione, il legame profondo tra madre e figlio che si forma prima della nascita, e il desiderio di procreare, accompagnato dalla responsabilità di portare al mondo un nuovo essere umano. Si tratta di un approccio al tema della diversa abilità e di cosa significhi essere genitori di un bambino con disabilità. La storia lancia sassi nello stagno, lasciando le risposte nella consapevolezza individuale e nella percezione della vita, suggerendo che il 'sentire' spesso trascende la ragione.

Acquisto del libro

La prima figlia, Anna Pavignano

Lingua
Pubblicato
2021
Rilegatura
(In brossura)
Ti avviseremo via email non appena lo rintracceremo.

Metodi di pagamento

4,0
Molto buono
9 Valutazioni

Qui potrebbe esserci la tua recensione.

Titolo
La prima figlia
Lingua
Italiano
Pubblicato
2021
Formato
In brossura
Pagine
135
ISBN10
8833573931
ISBN13
9788833573939
Serie
Valutazione
4 su 5
Descrizione
Poliana, incinta e ricoverata per un'amniocentesi, affronta il rischio di avere un bambino con la sindrome di Down. A quarant'anni, non ha mai considerato il feto come un bambino, ma piuttosto come un'entità provvisoria, il cui futuro dipende dall'esito dell'esame. Si trova in un conflitto interiore: ora che ha permesso alla sua bambina di esistere, come potrebbe liberarsene se l'esito fosse negativo? Attraverso la fantasia, immagina la vita con una figlia con disabilità, contemplando le gioie e le sfide che ciò comporterebbe. In un momento di chiarezza, dichiara di voler tenere il bambino, anche in caso di sindrome di Down. La narrazione esplora il conflitto tra cuore e ragione, il legame profondo tra madre e figlio che si forma prima della nascita, e il desiderio di procreare, accompagnato dalla responsabilità di portare al mondo un nuovo essere umano. Si tratta di un approccio al tema della diversa abilità e di cosa significhi essere genitori di un bambino con disabilità. La storia lancia sassi nello stagno, lasciando le risposte nella consapevolezza individuale e nella percezione della vita, suggerendo che il 'sentire' spesso trascende la ragione.