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Montecassino 1944. Errori, menzogne e provocazioni

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Roosvelt apprese la notizia da un “giornale del pomeriggio”, mentre Churchill non ne parlò per anni. Ma la decisione di bombardare l’abbazia di Montecassino il 15 febbraio 1944 fu solo dei militari alleati? Con questo libro-inchiesta, ricco di testimonianze di monaci e rifugiati sopravvissuti, oltre a documenti inediti dai National Archives di Londra e dal Churchill Archives Centre di Cambridge, l'autore analizza la battaglia che dal 12 gennaio al 18 maggio ’44 coinvolse soldati di oltre venti nazioni. Viene documentato anche il contesto politico-diplomatico, con eventi che si svolsero in Vaticano, Londra, Berlino e Washington prima, durante e dopo il bombardamento. Perché, dopo la distruzione del monastero, Hitler esultò, Roosevelt mentì, Pio XII tacque e Churchill si nascose? Il premier britannico non poteva ignorare ciò che accadeva sulla Linea Gustav. Dal 26 gennaio al 14 febbraio ’44, Churchill scambiò con i generali Alexander e Wilson almeno 10 telegrammi riguardanti il fronte di Cassino. L'ultimo, cruciale, fu inviato venti ore prima del bombardamento. A 70 anni dall'evento tragico, l'autore esplora il salvataggio dei tesori dell'abbazia e di quello di San Gennaro, aprendo nuovi scenari su ciò che i tedeschi definirono “un crimine”, gli inglesi “una necessità militare” e gli americani, successivamente, “un tragico errore”.

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Montecassino 1944. Errori, menzogne e provocazioni, Nando Tasciotti

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2013
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(In brossura),
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