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Lo spettacolo del fascismo

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Alla fine di ottobre del 1922, in un vortice di avvenimenti e circostanze inaspettate, Benito Mussolini diventò primo ministro d'Italia. Nei venti anni successivi, dominò l'Italia come figura cultuale, duce del fascismo e, più tardi, fondatore dell'impero. Questo libro delinea il tracciato narrativo che accompagnò la costruzione del regime fascista e del potere di Mussolini. Il libro considera miti, riti, immagini e discorsi fascisti come testi attraverso cui il fascismo si raccontò . Collegando la ricerca di Mussolini di un nuovo stile di governo alla formazione dell'identità fascista, il libro contende che il fascismo creò il proprio potere, il suo farsi, la sua storia mentre elaborava mezzi e forme simboliche per rappresentarsi come politicamente innovativo. Una nozione della politica fondata sull'estetica guidava lo sviluppo storico del potere fascista determinandone l'approccio violento alle relazioni sociali, i suoi proclami disumanizzati e insensibili alla creazione, il suo privilegiare la forma a scapito di norme etiche, e in definitiva la propria natura strettamente totalitaria.

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Lo spettacolo del fascismo, Simonetta Falasca Zamponi

Lingua
Pubblicato
2003
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(In brossura)
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Titolo
Lo spettacolo del fascismo
Lingua
Italiano
Pubblicato
2003
Formato
In brossura
Pagine
314
ISBN10
8849804504
ISBN13
9788849804508
Serie
Valutazione
4 su 5
Descrizione
Alla fine di ottobre del 1922, in un vortice di avvenimenti e circostanze inaspettate, Benito Mussolini diventò primo ministro d'Italia. Nei venti anni successivi, dominò l'Italia come figura cultuale, duce del fascismo e, più tardi, fondatore dell'impero. Questo libro delinea il tracciato narrativo che accompagnò la costruzione del regime fascista e del potere di Mussolini. Il libro considera miti, riti, immagini e discorsi fascisti come testi attraverso cui il fascismo si raccontò . Collegando la ricerca di Mussolini di un nuovo stile di governo alla formazione dell'identità fascista, il libro contende che il fascismo creò il proprio potere, il suo farsi, la sua storia mentre elaborava mezzi e forme simboliche per rappresentarsi come politicamente innovativo. Una nozione della politica fondata sull'estetica guidava lo sviluppo storico del potere fascista determinandone l'approccio violento alle relazioni sociali, i suoi proclami disumanizzati e insensibili alla creazione, il suo privilegiare la forma a scapito di norme etiche, e in definitiva la propria natura strettamente totalitaria.