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- 160pagine
- 6 ore di lettura
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Costruttore, finanziatore di partiti, artista del negoziato e intrattenitore, Donald Trump è un personaggio dai mille volti, attivo da quarant’anni. La sua transizione da celebrità a figura politica globale richiede una riflessione sulla sua natura profonda. Mattia Ferraresi, corrispondente per «Il Foglio» dagli Stati Uniti, offre alcune coordinate: dagli inizi come figlio di un clan di palazzinari alla conquista di Manhattan, fino al suo bisogno di legittimazione. Emerse la sua visione politica, nazionalista in un mondo cosmopolita e populista, che sogna un ritorno a un conservatorismo leggendario. Come candidato-tuttofare, Trump si presenta come autore, regista e spin doctor di se stesso, utilizzando un linguaggio ipersemplificato, adatto ai tweet. Ferraresi sottolinea che rintracciare le origini della sua mentalità nostalgica e della sua vaghezza politica è fondamentale per comprendere il suo fenomeno, che non è isolato dal contesto. La figura di Trump, il suo credo contraddittorio e il suo linguaggio hanno una dimensione storica nella democrazia americana, da confrontare con le incertezze attuali. Trump si rivolge a un’America ferita, un paese afflitto da problemi non solo economici.
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La febbre di Trump, Mattia Ferraresi
- Lingua
- Pubblicato
- 2016
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- (In brossura),
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- In buone condizioni
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- Titolo
- La febbre di Trump
- Sottotitolo
- Un fenomeno americano
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Mattia Ferraresi
- Editore
- Marsilio
- Pubblicato
- 2016
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 160
- ISBN10
- 883172570X
- ISBN13
- 9788831725705
- Serie
- Valutazione
- 4 su 5
- Descrizione
- Costruttore, finanziatore di partiti, artista del negoziato e intrattenitore, Donald Trump è un personaggio dai mille volti, attivo da quarant’anni. La sua transizione da celebrità a figura politica globale richiede una riflessione sulla sua natura profonda. Mattia Ferraresi, corrispondente per «Il Foglio» dagli Stati Uniti, offre alcune coordinate: dagli inizi come figlio di un clan di palazzinari alla conquista di Manhattan, fino al suo bisogno di legittimazione. Emerse la sua visione politica, nazionalista in un mondo cosmopolita e populista, che sogna un ritorno a un conservatorismo leggendario. Come candidato-tuttofare, Trump si presenta come autore, regista e spin doctor di se stesso, utilizzando un linguaggio ipersemplificato, adatto ai tweet. Ferraresi sottolinea che rintracciare le origini della sua mentalità nostalgica e della sua vaghezza politica è fondamentale per comprendere il suo fenomeno, che non è isolato dal contesto. La figura di Trump, il suo credo contraddittorio e il suo linguaggio hanno una dimensione storica nella democrazia americana, da confrontare con le incertezze attuali. Trump si rivolge a un’America ferita, un paese afflitto da problemi non solo economici.


