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Las voces del desierto / Mutant Message Down Under

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Marlo Morgan no tenia edad ni talante de aventurera, pero la realidad se le impuso con la fuerza y el poder que suelen trasmitirnos las grandes experiencias. Así fue como vivió una odisea fascinante: un viaje a pie por el desierto australiano en compañía de una tribu de aborígenes cuyas leyes de convivencia nada tienen en común con las nuestras. El aprendizaje fue duro, pues a lo largo de esa extraña peregrinación tuvo que desprenderse de sus antiguos hábitos y aprender distintas formas de comer, de caminar y de comunicarse para poder gozar de una autentica comunión con la naturaleza y con esa parte de su cuerpo y su mente que ella misma desconocía. ENGLISH DESCRIPTION Summoned by a remote tribe of nomadic Aborigines to accompany them on walkabout, the protagonist of this fictional account makes a four-month-long journey through the Australian outback. Over the course of the challenging journey, Morgan learns how the Aborigines thrive in natural harmony with the plants and animals in the rugged lands of Australia's bush. By traveling with this extraordinary community, she discovers a world based on the ancient wisdom and philosophy of a culture that is more than 5, years old.

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Las voces del desierto / Mutant Message Down Under, Marlo Morgan

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2005
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(In brossura),
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“…E venne chiamata Due Cuori” di Marlo Morgan è uno di quei libri che ti entra dentro piano piano, ma quando lo fa, non ti lascia più. Lo avevo scoperto grazie al consiglio di Benedetta Parodi — e devo dire che non smetterò mai di ringraziarla per avermelo fatto conoscere, perché è una lettura che mi ha profondamente toccata e fatta riflettere in modi che non mi aspettavo. All’inizio sembra quasi un romanzo, con quella narrazione fluida e avvolgente, ma la cosa più sconvolgente è che si tratta di una storia vera. Marlo Morgan racconta il suo incredibile viaggio nel deserto australiano con una tribù aborigena, un popolo che vive in completa armonia con la natura e con valori che sembrano provenire da un altro mondo. La protagonista impara a spogliarsi di tutto ciò che è superfluo, a riscoprire se stessa, e a comprendere il significato più autentico di parole come “umanità”, “connessione” e “spiritualità”. Il libro è una vera e propria esperienza di crescita personale: pagina dopo pagina ci si rende conto di quanto la nostra società sia distante da un equilibrio che un tempo era naturale, e di quanto abbiamo bisogno di rallentare per ritrovare noi stessi. È impossibile non chiedersi, alla fine di ogni capitolo, quanto di ciò che diamo per scontato sia davvero necessario. Un piccolo avvertimento però ci vuole: alcune descrizioni — soprattutto quando si parla di cibo e di certe esperienze fisiche — possono risultare un po’ forti.