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- 160pagine
- 6 ore di lettura
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I servizi di Stefano Tura, inviato della RAI in Afghanistan, hanno portato nelle nostre case un'informazione coraggiosa e indipendente, spesso in contrasto con quella fornita dai media. Il diario di un mese di guerra arricchisce la sua esperienza di inviato, raccontando per la prima volta in Italia le drammatiche settimane del conflitto con la profondità che solo un libro può offrire. Tura si distacca dal ruolo di cronista per diventare testimone delle umiliazioni dei profughi, della paura delle donne sotto al burka e della disperazione dei bambini colpiti da bombardamenti errati. Offre una visione diretta del popolo afghano, spesso trascurato dai media, e mette in luce le manipolazioni dell'informazione ufficiale, pur riconoscendo il coraggio di molti reporter. È anche testimone dell'omicidio della giornalista Maria Grazia Cutuli, contribuendo alla sua identificazione. Racconta la caduta dei talebani a Kandahar, le bugie sulla loro resa, i bombardamenti indiscriminati e il doppio gioco del Pakistan. Attraverso storie di solidarietà e omertà, Tura esplora le tensioni tra le tribù dell'Alleanza del Nord e i primi giorni di Kandahar liberata, offrendo un resoconto diretto e indipendente della guerra, tra informazione ufficiale e controinformazione.
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Le caramelle di Super Osama, Stefano Tura
- Lingua
- Pubblicato
- 2002
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- (Copertina rigida),
- Condizioni del libro
- In ottime condizioni
- Prezzo
- 10,49 €
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- Titolo
- Le caramelle di Super Osama
- Sottotitolo
- Viaggio a Kandahar di un inviato di guerra
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Stefano Tura
- Editore
- Fazi Editore
- Pubblicato
- 2002
- Formato
- Copertina rigida
- Pagine
- 160
- ISBN10
- 8881123401
- ISBN13
- 9788881123407
- Serie
- Descrizione
- I servizi di Stefano Tura, inviato della RAI in Afghanistan, hanno portato nelle nostre case un'informazione coraggiosa e indipendente, spesso in contrasto con quella fornita dai media. Il diario di un mese di guerra arricchisce la sua esperienza di inviato, raccontando per la prima volta in Italia le drammatiche settimane del conflitto con la profondità che solo un libro può offrire. Tura si distacca dal ruolo di cronista per diventare testimone delle umiliazioni dei profughi, della paura delle donne sotto al burka e della disperazione dei bambini colpiti da bombardamenti errati. Offre una visione diretta del popolo afghano, spesso trascurato dai media, e mette in luce le manipolazioni dell'informazione ufficiale, pur riconoscendo il coraggio di molti reporter. È anche testimone dell'omicidio della giornalista Maria Grazia Cutuli, contribuendo alla sua identificazione. Racconta la caduta dei talebani a Kandahar, le bugie sulla loro resa, i bombardamenti indiscriminati e il doppio gioco del Pakistan. Attraverso storie di solidarietà e omertà, Tura esplora le tensioni tra le tribù dell'Alleanza del Nord e i primi giorni di Kandahar liberata, offrendo un resoconto diretto e indipendente della guerra, tra informazione ufficiale e controinformazione.


