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La storia racconta di una passione rivisitata anni dopo, quando le ferite si sono rimarginate e il rancore è svanito. Nonostante il tempo trascorso, emerge il bisogno di liberarsi di una storia che persiste nell'anima, avvolta in strati di oblio per proteggere il nostro equilibrio quotidiano. Con autoironia, il giovane studente nordico, con la sua educazione luterana e le insicurezze di un intellettuale inesperto, si ritrae in modo scherzoso, riflettendo sulla nostalgia della giovinezza e sulla sua ingenuità. La libertà di Parigi inizia a mettere in discussione la sua severa condotta, ma è a Carnac, durante una breve vacanza, che si lascia travolgere dalla passione. Sullo sfondo dei monumenti megalitici, l'apparizione della bella Fine van Brooklyn segna il crollo delle sue resistenze, risvegliando sensazioni sconosciute e irrazionali. Volubile e capricciosa, la ragazza gioca con la provocazione, sfuggente come le creature seducenti delle leggende bretoni. Anni dopo, nonostante il tono leggero dell'autore che riflette ironicamente sulle sconfitte passate, traspare un'intensa emozione, malinconia e rimpianto per quell'unico momento di vita amata e vissuta, dopo un'esistenza trascorsa tra libri e biblioteche.
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Gli Iperborei - 49: Fine van Brooklyn, Mika Waltari, Ernesto Boella
- Lingua
- Pubblicato
- 1995
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- (In brossura),
- Condizioni del libro
- In buone condizioni
- Prezzo
- 9,49 €
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- Titolo
- Gli Iperborei - 49: Fine van Brooklyn
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Mika Waltari, Ernesto Boella
- Editore
- Iperborea
- Pubblicato
- 1995
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 118
- ISBN10
- 8870910490
- ISBN13
- 9788870910490
- Serie
- Descrizione
- La storia racconta di una passione rivisitata anni dopo, quando le ferite si sono rimarginate e il rancore è svanito. Nonostante il tempo trascorso, emerge il bisogno di liberarsi di una storia che persiste nell'anima, avvolta in strati di oblio per proteggere il nostro equilibrio quotidiano. Con autoironia, il giovane studente nordico, con la sua educazione luterana e le insicurezze di un intellettuale inesperto, si ritrae in modo scherzoso, riflettendo sulla nostalgia della giovinezza e sulla sua ingenuità. La libertà di Parigi inizia a mettere in discussione la sua severa condotta, ma è a Carnac, durante una breve vacanza, che si lascia travolgere dalla passione. Sullo sfondo dei monumenti megalitici, l'apparizione della bella Fine van Brooklyn segna il crollo delle sue resistenze, risvegliando sensazioni sconosciute e irrazionali. Volubile e capricciosa, la ragazza gioca con la provocazione, sfuggente come le creature seducenti delle leggende bretoni. Anni dopo, nonostante il tono leggero dell'autore che riflette ironicamente sulle sconfitte passate, traspare un'intensa emozione, malinconia e rimpianto per quell'unico momento di vita amata e vissuta, dopo un'esistenza trascorsa tra libri e biblioteche.


