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La leggenda di Redenta Tiria

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  • 161pagine
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«Ad Abacrasta, di vecchiaia non muore mai nessuno, l'agonia non ha fottuto mai un cristiano. Tutti gli uomini, arrivati a una certa età, si slacciano la cinghia e se la legano al collo. Le donne usano la fune». Quando un bambino chiede il perché, la nonna risponde che quando la Voce ti chiama, non puoi fare altro che ubbidire. Ma un giorno, una misteriosa femmina cieca, Redenta Tiria, arriva in paese e dichiara di essere figlia del sole, cambiando il destino della gente di Abacrasta, che smette di impiccarsi. La narrazione di Salvatore Niffoi, scrittore di Barbagia, si sviluppa attorno a questo evento. Niffoi è descritto come un narratore rapace, capace di catturare l'essenza dei suoi personaggi con incisività e una comicità nera, mostrando una pietà profonda per le loro esistenze. Il paesino di Abacrasta diventa un caotico e grottesco teatro, dove ogni creatura, che si salvi o meno grazie a Redenta Tiria, rappresenta una delle molteplici sfaccettature della condizione umana. Niffoi emerge come una voce antica e vivificante, capace di creare una lingua che unisce elementi alti e sensuali, mescolando il dialetto in modo necessario e potente, senza mai risultare futile o meccanico.

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La leggenda di Redenta Tiria, Salvatore Niffoi

Lingua
Pubblicato
2005
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(In brossura),
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9,99 €

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4,5
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Titolo
La leggenda di Redenta Tiria
Lingua
Italiano
Editore
Adelphi
Pubblicato
2005
Formato
In brossura
Pagine
161
ISBN10
8845919722
ISBN13
9788845919725
Serie
Valutazione
4,5 su 5
Descrizione
«Ad Abacrasta, di vecchiaia non muore mai nessuno, l'agonia non ha fottuto mai un cristiano. Tutti gli uomini, arrivati a una certa età, si slacciano la cinghia e se la legano al collo. Le donne usano la fune». Quando un bambino chiede il perché, la nonna risponde che quando la Voce ti chiama, non puoi fare altro che ubbidire. Ma un giorno, una misteriosa femmina cieca, Redenta Tiria, arriva in paese e dichiara di essere figlia del sole, cambiando il destino della gente di Abacrasta, che smette di impiccarsi. La narrazione di Salvatore Niffoi, scrittore di Barbagia, si sviluppa attorno a questo evento. Niffoi è descritto come un narratore rapace, capace di catturare l'essenza dei suoi personaggi con incisività e una comicità nera, mostrando una pietà profonda per le loro esistenze. Il paesino di Abacrasta diventa un caotico e grottesco teatro, dove ogni creatura, che si salvi o meno grazie a Redenta Tiria, rappresenta una delle molteplici sfaccettature della condizione umana. Niffoi emerge come una voce antica e vivificante, capace di creare una lingua che unisce elementi alti e sensuali, mescolando il dialetto in modo necessario e potente, senza mai risultare futile o meccanico.