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La balma delle streghe. L'eredità della mia infanzia tra leggi razziali e lotta partigiana

l'eredità della mia infanzia tra leggi razziali e lotta partigiana

Parametri

  • 184pagine
  • 7 ore di lettura

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"... Mi conduce in una vita - la sua - piena di vento e di fratture. La questione ebraica, la paura per le misteriose assenze del padre in tempo di guerra, un amore trovato e perduto, il mondo cittadino borghese e quello religioso ebraico densi di inibizioni e regole che, dopo la parentesi montanara della guerra, le diventano meno comprensibili. E poi la faticosa riemersione alla luce sulle praterie di quota, in mezzo alle scogliere dolomitiche del Trentino, il pendolo tra la vita urbana di Torino e quella pastorale della Val di Fiemme, definitiva medicina dell'anima. Mi dice del suo approccio da maschiaccio alla vita, del porto d'armi preso al poligono di tiro del Martinetto popolato di soli maschi in divisa, mi racconta di una mitica grotta delle terre di Lanzo abitata da streghe, la 'balma', che diventa allegoria di un subconscio pieno di incubi rimossi e antiche paure". (dalla prefazione di Paolo Rumiz)

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La balma delle streghe. L'eredità della mia infanzia tra leggi razziali e lotta partigiana, Stella Bolaffi Benuzzi

Lingua
Pubblicato
2005
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(In brossura)
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Titolo
La balma delle streghe. L'eredità della mia infanzia tra leggi razziali e lotta partigiana
Sottotitolo
l'eredità della mia infanzia tra leggi razziali e lotta partigiana
Lingua
Italiano
Editore
Giuntina
Pubblicato
2005
Formato
In brossura
Pagine
184
ISBN10
8880575104
ISBN13
9788880575108
Serie
Tag
Descrizione
"... Mi conduce in una vita - la sua - piena di vento e di fratture. La questione ebraica, la paura per le misteriose assenze del padre in tempo di guerra, un amore trovato e perduto, il mondo cittadino borghese e quello religioso ebraico densi di inibizioni e regole che, dopo la parentesi montanara della guerra, le diventano meno comprensibili. E poi la faticosa riemersione alla luce sulle praterie di quota, in mezzo alle scogliere dolomitiche del Trentino, il pendolo tra la vita urbana di Torino e quella pastorale della Val di Fiemme, definitiva medicina dell'anima. Mi dice del suo approccio da maschiaccio alla vita, del porto d'armi preso al poligono di tiro del Martinetto popolato di soli maschi in divisa, mi racconta di una mitica grotta delle terre di Lanzo abitata da streghe, la 'balma', che diventa allegoria di un subconscio pieno di incubi rimossi e antiche paure". (dalla prefazione di Paolo Rumiz)