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Wonderland. La cultura di massa da Walt Disney ai Pink Floyd

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  • 608pagine
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C’era una volta Wonderland, una terra di racconti meravigliosi creata dalle parole dei romanzi, dalle trasmissioni radio, dai fumetti e dalle immagini del cinema e della televisione. Wonderland rappresenta l’America e la sua industria culturale, un soft power che ha forgiato una vera e propria ideologia. La sua storia aiuta a comprendere le eredità che influenzano ancora l’immaginario dell’Occidente contemporaneo. Nel 1933, con il lancio de I tre porcellini di Walt Disney, inizia la parabola della cultura mainstream promossa dai film delle majors hollywoodiane, amplificata dalla radio e dalla tv. Questa cultura, basata su un’idea consolatoria dell’intrattenimento e su una visione manichea del bene contro il male, si radica nell’immaginario collettivo. Film come Via col vento e Il mago di Oz, o fumetti come Tarzan e i supereroi, ne sono esempi emblematici. Dopo la seconda guerra mondiale, emerge una controcultura di massa, alimentata dalla musica rock e da artisti come Bob Dylan e i Beatles, che si intreccia con il nuovo cinema di Hollywood e le produzioni teatrali di Broadway. Questa cultura alternativa, centrata su afroamericani e giovani militanti per i diritti civili, si dissolve dalla metà degli anni Settanta, permettendo alla cultura di massa mainstream di riaffermare la sua egemonia, ancora evidente oggi.

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Wonderland. La cultura di massa da Walt Disney ai Pink Floyd, Alberto Mario Banti

Lingua
Pubblicato
2017
Rilegatura
(Copertina rigida)
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Titolo
Wonderland. La cultura di massa da Walt Disney ai Pink Floyd
Lingua
Italiano
Editore
Laterza
Pubblicato
2017
Formato
Copertina rigida
Pagine
608
ISBN10
8858129210
ISBN13
9788858129210
Serie
Descrizione
C’era una volta Wonderland, una terra di racconti meravigliosi creata dalle parole dei romanzi, dalle trasmissioni radio, dai fumetti e dalle immagini del cinema e della televisione. Wonderland rappresenta l’America e la sua industria culturale, un soft power che ha forgiato una vera e propria ideologia. La sua storia aiuta a comprendere le eredità che influenzano ancora l’immaginario dell’Occidente contemporaneo. Nel 1933, con il lancio de I tre porcellini di Walt Disney, inizia la parabola della cultura mainstream promossa dai film delle majors hollywoodiane, amplificata dalla radio e dalla tv. Questa cultura, basata su un’idea consolatoria dell’intrattenimento e su una visione manichea del bene contro il male, si radica nell’immaginario collettivo. Film come Via col vento e Il mago di Oz, o fumetti come Tarzan e i supereroi, ne sono esempi emblematici. Dopo la seconda guerra mondiale, emerge una controcultura di massa, alimentata dalla musica rock e da artisti come Bob Dylan e i Beatles, che si intreccia con il nuovo cinema di Hollywood e le produzioni teatrali di Broadway. Questa cultura alternativa, centrata su afroamericani e giovani militanti per i diritti civili, si dissolve dalla metà degli anni Settanta, permettendo alla cultura di massa mainstream di riaffermare la sua egemonia, ancora evidente oggi.