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Ferite a morte

Parametri

  • 216pagine
  • 8 ore di lettura

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Ferite a morte nasce dal desiderio di raccontare le vittime di femminicidio. Ho letto decine di storie vere e immaginato un paradiso popolato da queste donne e dalla loro energia vitale. Sono mogli, ex mogli, sorelle, figlie e fidanzate che hanno pagato con la vita la loro disobbedienza alle regole sociali. Mi sono chiesta: «E se le vittime potessero parlare?» Volevo che fossero libere, almeno dalla morte, di raccontare la loro versione, ridando luce ai loro fantasmi. Desideravo farle rinascere con la scrittura, trasformandole in donne vere, con sentimenti e risentimenti, ma anche con ironia e forza, elementi spesso assenti nei necrologi ufficiali. Ferite a morte vuole dare voce a chi ha parlato poco o è stata poco ascoltata, sperando di infondere coraggio a chi può ancora salvarsi. Con l'aiuto di Maura Misiti, ho anche cercato di ricostruire le radici di questa violenza. I dati sono inequivocabili: l'Italia è in una triste posizione nella classifica dei femminicidi, con una vittima ogni due o tre giorni. È fondamentale affrontare il dramma senza ignorarlo. Dietro le persiane chiuse si nasconde una sofferenza silenziosa, e l'omicidio è solo la punta di un iceberg di violenza domestica. È possibile fare di più: abbiamo incluso leggi e pratiche virtuose già attuate altrove. Finché il tema non sarà prioritario nell'agenda dei governi, le donne continueranno a farsi sentire. Mi auguro che Ferite a morte diventi uno di questi strum

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Ferite a morte, Serena Dandini

Lingua
Pubblicato
2013
Rilegatura
(In brossura)
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Titolo
Ferite a morte
Lingua
Italiano
Editore
Rizzoli
Pubblicato
2013
Formato
In brossura
Pagine
216
ISBN10
8817065617
ISBN13
9788817065610
Serie
Descrizione
Ferite a morte nasce dal desiderio di raccontare le vittime di femminicidio. Ho letto decine di storie vere e immaginato un paradiso popolato da queste donne e dalla loro energia vitale. Sono mogli, ex mogli, sorelle, figlie e fidanzate che hanno pagato con la vita la loro disobbedienza alle regole sociali. Mi sono chiesta: «E se le vittime potessero parlare?» Volevo che fossero libere, almeno dalla morte, di raccontare la loro versione, ridando luce ai loro fantasmi. Desideravo farle rinascere con la scrittura, trasformandole in donne vere, con sentimenti e risentimenti, ma anche con ironia e forza, elementi spesso assenti nei necrologi ufficiali. Ferite a morte vuole dare voce a chi ha parlato poco o è stata poco ascoltata, sperando di infondere coraggio a chi può ancora salvarsi. Con l'aiuto di Maura Misiti, ho anche cercato di ricostruire le radici di questa violenza. I dati sono inequivocabili: l'Italia è in una triste posizione nella classifica dei femminicidi, con una vittima ogni due o tre giorni. È fondamentale affrontare il dramma senza ignorarlo. Dietro le persiane chiuse si nasconde una sofferenza silenziosa, e l'omicidio è solo la punta di un iceberg di violenza domestica. È possibile fare di più: abbiamo incluso leggi e pratiche virtuose già attuate altrove. Finché il tema non sarà prioritario nell'agenda dei governi, le donne continueranno a farsi sentire. Mi auguro che Ferite a morte diventi uno di questi strum