Giovanni Boccaccio fu un autore e poeta italiano celebrato per la sua maestria nel dialogo, che si distingue per aver superato la verosimiglianza delle opere dei suoi contemporanei, spesso vincolati a convenzioni medievali e formulaiche. Come importante umanista rinascimentale, la sua scrittura esplorò una vasta gamma di temi, indagando la natura umana e le sfumature sociali con notevole autenticità. L'approccio innovativo di Boccaccio alla caratterizzazione e all'intreccio, andando oltre i modelli prevedibili, stabilì una voce distintiva nella letteratura. La sua profonda intuizione sulla condizione umana e la sua abile tecnica narrativa continuano a risuonare nei lettori, consolidando la sua duratura importanza letteraria.
Nelle novelle del Decamerone sono, molto spesso, presenti alcune delle tematiche predilette dal Boccaccio, come la beffa, la fortuna e la peripezia; in questo modo, l'autore mette in evidenza l'aspetto ludico e grottesco, caratteristiche assai evidenti nei suoi personaggi. Uno dei fini ultimi dei suoi racconti è l'intrattenimento finalizzato al riso e alla spensieratezza, peculiarità ottime per avvicinare i più giovani alla lettura; una sana distrazione che incentiva l'arricchimento del bagaglio culturale personale. Età di da 10 anni.
«Proprio nella Firenze contemporanea e nel cerchio dell'attività commerciale e artigiana piú caratteristica, quella tessile, il Boccaccio rinnova attualizzando, non senza dichiarazioni di poetica, uno dei temi piú alti della narrativa cavalleresca, quello di "amore e morte"... Ma lo rinnova su registro diverso, approfondito emotivamente, nella insistente e scandita sequenza delle cinque novelle con le sette eroine appartenenti al ceto borghese e addirittura operaio... L'amore non nasce fra dorate suggestioni cortigiane e cavalleresche, o tra contemplazioni affascinanti e incantate: germoglia su dagli stessi gesti di lavoro artigiano o dagli incontri nei giochi fanciulleschi che cancellano qualsiasi distinzione di classe... Gli eroi si fanno uomini al livello dei lettori piú umili e perciò possono parlare un linguaggio piú immediato, piú ricco di risonanze per l'uomo qualunque».
«Proprio nella Firenze contemporanea e nel cerchio dell'attività commerciale e artigiana piú caratteristica, quella tessile, il Boccaccio rinnova attualizzando, non senza dichiarazioni di poetica, uno dei temi piú alti della narrativa cavalleresca, quello di "amore e morte"... Ma lo rinnova su registro diverso, approfondito emotivamente, nella insistente e scandita sequenza delle cinque novelle con le sette eroine appartenenti al ceto borghese e addirittura operaio... L'amore non nasce fra dorate suggestioni cortigiane e cavalleresche, o tra contemplazioni affascinanti e incantate: germoglia su dagli stessi gesti di lavoro artigiano o dagli incontri nei giochi fanciulleschi che cancellano qualsiasi distinzione di classe... Gli eroi si fanno uomini al livello dei lettori piú umili e perciò possono parlare un linguaggio piú immediato, piú ricco di risonanze per l'uomo qualunque».
I progenitori del Boccaccio provenivano da Certaldo in Val d'Elsa, ma suo padre, Boccaccio di Chellino, si trasferì a Firenze da bambino, dove divenne un mercante rispettato e ricoprì cariche pubbliche. La nascita di Giovanni è oggetto di dibattito: alcuni sostengono che sia nato a Parigi nel 1314 da una relazione del padre, mentre altri, come il Salvini, affermano che sia nato a Firenze nel 1313, al Pozzo Toscanelli. Tuttavia, è certo che Giovanni visse a Firenze da piccolo e, all'età di sette anni, mostrò già segni del suo talento poetico con un componimento rudimentale. Per non lasciare inespresso un ingegno così promettente, suo padre decise di farlo studiare con Giovanni da Strada, un insegnante di grande reputazione, dove apprese i principi della grammatica. Questo libro è una riproduzione di un importante lavoro storico. Forgotten Books utilizza tecnologie all'avanguardia per ricostruire digitalmente l'opera, preservando il formato originale e riparando le imperfezioni presenti nella copia invecchiata. In rari casi, alcune imperfezioni originali, come macchie o pagine mancanti, possono essere replicate nella nostra edizione, ma la maggior parte delle imperfezioni viene riparata con successo.
Oh scellerato pensiero, oh disonesta opera, oh miserabile esempio e di futura ruina manifesto! In luogo di quelli, ingiusta e furiosa dannazione e perpetuo sbandimento e alienazione dei paterni beni. Se a tutte le altre iniquità fiorentine fosse possibile il nascondersi agli occhi di Dio, non dovrebbe questa bastare a provocare la sua ira? Certo si. Chi in contrario sia esaltato, giudico che sia onesto il tacere; guardando non solo il presente mondo, ma avendo i piedi volti nel contrario, appare manifesto che se noi e altri viviamo in simile modo, senza cadere, ciò non può essere che per mutazione della natura delle cose, o per miracolo, o per la pazienza di Dio, che attende il nostro riconoscimento. Se non seguirà, nessuno dubiti che la sua ira, che procede lentamente alla vendetta, ci riserverà tormenti più gravi. Pertanto, poiché ci paiono impunite le malefatte, non solo dobbiamo fuggirle, ma anche ingegnarci a emendarle.
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Un frate disonesto fa credere ai fedeli che la penna di un pappagallo è, in realtà, una penna delle ali dell'Arcangelo Gabriele, ma due furbi giovanotti gli fanno un brutto scherzo. L'ingenuo pittore Calandrino cerca una pietra magica che rende invisibili. Chicchirio, cuoco dalla risposta pronta, si salva da un brutto guaio grazie alla sua fantasia. --Eli editore.